Per modellismo si intende, in senso generale, un’attività artigianale che consiste nella creazione di prototipi, utilizzando vari materiali, che avranno poi la funzione di fungere da “modello” per una produzione industriale. Tipicamente, tali prototipi vengono usati per ricavare uno stampo.

La figura del modellista artigiano sta oggi scomparendo, sostituita dalle macchine a controllo digitale alimentate dai dati sul pezzo da riprodurre derivanti da un CAD.

Il modellismo, in un’accezione comune, è anche un hobby che consiste nel costruire ed eventualmente condurre (modellismo dinamico) riproduzioni in miniatura di macchine, persone o edifici. Trae le sue origini dall’abitudine di certi artigiani dei secoli scorsi, soprattutto mobilieri, di costruire esemplari in scala ridotta dei loro prodotti, per poterli far visionare al cliente senza doverli costruire veramente prima di ricevere la commessa.

L’hobby del modellismo utilizza modelli statici o dinamici costruiti con materiali come plastica, cartone, carta, legno, vetroresina, fibra di carbonio ed altri. Ad esempio automodellismo statico e dinamico, razzimodellismo, navimodellismo, aeromodellismo, ferromodellismo.

Con l’uso di un radiocomando si possono muovere, rendendo il modello dinamico.

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DJI Mavic Pro e Mavic Air a confronto

Che cos’è il Mavic Air?

Il Mavic Air è un drone che confonde. Non è un Mavic 2, ma è migliore del Mavic Pro in molti aspetti. Se non sei sicuro di quale acquistare, questo è l’articolo che fa per te!

Tratteremo tutti gli aspetti più importanti di ciascun drone e alla fine troverai le risposte a tutte le tue domande.

Mavic Pro Design

Prima di entrare nel dettaglio tecnico, dobbiamo parlare della differenza più ovvia. Il Mavic Pro ha un design eccezionale. È in circolazione da più di un anno e sembra ancora meglio della maggior parte dei droni.

È elegante, la qualità costruttiva è solida, le nuove eliche Mavic Pro Platinum lo rendono silenzioso e le luci brillanti rendono facile dire in quale direzione sta volando anche quando si è lontani.

Anche se è molto più grande del DJI Spark, il design pieghevole permette di adattarsi a molti posti dove lo Spark non può. Ci sono alcuni inconvenienti nel design del Mavic, e uno di questi è la dimensione quando è aperto.

Sì, puoi farlo volare in casa grazie al sistema visivo di posizionamento e DJI offre persino protezioni per eliche se ne hai bisogno, ma è spaventoso volare in spazi ristretti. Non è il tipo di drone che proverei a far volare attraverso finestre o porte. C’è anche un piccolo difetto nel design del gimbal che rende più probabile la rottura se si ha un atterraggio duro o un incidente.

Mavic Air Design

Il design del Mavic Air è completamente diverso dal Mavic Pro. È come se avessero unito il Mavic Pro, lo Spark e un’auto sportiva insieme. Ha uno scafo molto piccolo e pulito come lo Spark pur mantenendo il design pieghevole del Mavic Pro.

Le linee nel Mavic Air sono super pulite e ben studiate, dove il Mavic Pro sembra un po’ più robotico e compatto. La parte migliore del design è la nuova fotocamera e il gimbal ispirati allo Spark. È molto più compatto e robusto.

Anche se non vorrei mandare in crash nessun drone, sembra che Mavic Air regga abbastanza bene. Una cosa strana sono le eliche che non si piegano. All’inizio questo potrebbe sembrare un inconveniente, ma a differenza di altri droni pieghevoli le eliche non sporgono dal corpo e il design più pulito probabilmente aiuta a ottenere più tempo di volo.

Eliche

La differenza tra le eliche del Mavic Pro e del Mavic Air è enorme. Il Mavic Air ha eliche non pieghevoli da 133mm con un design molto sottile. Se non ti piacciono le eliche del Mavic Air, c’è un’altra opzione che molti hanno provato, utilizzare le eliche dello Spark.

Per alcune persone, il suono è molto importante, il suono del Mavic Air sembra uno sciame di api arrabbiate. È un suono simile a quello dello Spark. Il Mavic Pro sembra più un aeroplano. A causa della dimensione più grande, produce un tono molto più basso che sembra più tranquillo. Se installi le eliche del Mavic Pro Platinum, il livello di rumore sarà addirittura inferiore a quello del Mavic Air.

Velocità

Il Mavic Pro andrà oltre 40 miglia all’ora, ma questo può farlo anche il Mavic Air. Molte persone finirebbero il confronto lì, ma questo non direbbe la storia completa. La massima velocità in modalità sport è solo una misura, ma la velocità massima reale cambierà a seconda di come stai volando. Questo è il motivo per cui abbiamo testato la massima velocità in quasi tutte le situazioni a cui potevamo pensare (non solo in modalità Sport).

In modalità Sport entrambi i droni vanno intorno ai 40 mph. Quando li controlli entrambi con solo uno smartphone, c’è un’enorme differenza di velocità. Il Mavic Pro volerà al massimo a 7 miglia all’ora (con l’esclusione degli ostacoli disattivata e il Mavic Air farà 16 miglia all’ora con APAS attivato. Ciò significa che il Mavic Air sarebbe una scelta molto migliore se si desidera utilizzare semplicemente il telefono per volare. Entrambi i droni vanno a 20 miglia all’ora, ma se disabiliti l’evitamento degli ostacoli sul Mavic Pro, andrà quasi a 30 miglia orarie.

La velocità del gimbal è un’altra cosa di cui la maggior parte delle persone non parla. Mentre entrambi i droni possono arrivare a 40 miglia all’ora, ciò non significa che sarete in grado di guardare dritto a quella velocità. Il Mavic Pro inizia a inclinare la fotocamera a 30 miglia all’ora quando si va in avanti, tuttavia quando si vola lateralmente si può salire fino a 40 senza che il gimbal raggiunga il limite.

Il Mavic Air ha un design del gimbal che è più vicino allo Spark, e per questo ha una portata molto limitata di movimento. Puoi solo andare a circa 20 miglia orarie in qualsiasi direzione prima che il gimbal raggiunga il suo limite. L’unico modo per andare più veloce e guardare avanti è volare all’indietro.

Tempo di volo

Il tempo di volo non è una cosa molto facile da misurare a causa di fattori ambientali, ma sul Mavic Pro, in volo al chiuso abbiamo ottenuto 23 minuti e il Mavic Air non era troppo indietro a 18 minuti. Entrambi i droni sono stati testati con un livello di batteria del 100% e drenati fino al 5%. Se spendi i soldi extra sul Mavic Pro Platinum, puoi aspettarti di ottenere circa 25 minuti di volo in tempo reale.

Qualità video

Potresti avere il drone più veloce del mondo con tempi di volo illimitati, ma se la qualità del video è brutta, è inutile. Ci sono alcune cose che sono cambiate con il Mavic Air. Alcune di queste cose sono buone e altre sono cattive.

Colori

I colori del Mavic Air sembrano essere molto più realistici rispetto al Mavic Pro. Anche il bilanciamento del bianco automatico e l’esposizione sul Mavic Air sembrano essere più accurati. Una lamentela che ho sui colori del Mavic Air è che sembra avere una leggera sfumatura verde, ma preferirei quella sopra il colore viola del Mavic Pro. Inoltre, quando si scatta con il normale profilo colore, il contrasto sembra un po’ troppo incisivo.

Nitidezza

Il Mavic Pro sembra un po’ più nitido del Mavic Air. Non sono sicuro del perché questo sia, ma non è un’enorme differenza e posso vedere più artefatti di compressione nei video del Mavic Pro. Con il Mavic Pro, devi anche assicurarti che i tuoi scatti siano a fuoco poiché l’obiettivo non ha una distanza di messa a fuoco fissa.

Luce bassa

La fotocamera del Mavic Air fa un sacco di cose giuste, ma il Mavic Pro ha ancora alcuni notevoli vantaggi. Alla ISO 200, non c’è una grande differenza oltre al bilanciamento del bianco (entrambi i droni impostati su 5000k).

Una volta arrivato a ISO 800, è qui che Mavic Pro inizia davvero a emergere. Nelle gamme ISO più alte, il Mavic Air ha reso gli angoli dell’immagine più scuri anche se l’esposizione è stata impostata nello stesso modo per entrambi i droni.

JPEG e RAW

Le immagini JPEG su entrambi i droni sembrano molto simili ai video ripresi nel profilo colore standard. Il Mavic Air è di solito un po’ verde e il Mavic Pro è più viola. Nitidezza e compressione sembrano identiche.

I file RAW non iniziano ad apparire grandiosi (non ci sono file grezzi), ma una volta apportate alcune modifiche, risultano decisamente migliori delle foto JPEG. Il Mavic Pro ha sovraesposto lo scatto RAW, ma dal momento che è grezzo, puoi sistemare cose del genere facilmente.

Immagini HDR

Le foto ad alta gamma dinamica possono sembrare sorprendenti se sai come modificarle, ma prima di guardare le versioni modificate, vediamo come sono le immagini HDR auto.

La modalità HDR del Mavic Air ha un aspetto molto più sottile di quanto mi aspettassi. Poiché Mavic Air utilizza algoritmi HDR più nuovi e più complessi, probabilmente cambia l’intensità dell’effetto a seconda delle condizioni di illuminazione.

Il Mavic Pro produce risultati completamente diversi. Lo scatto HDR è molto più piatto e ci sono più dettagli nell’ombra. Personalmente, non mi piace l’aspetto della modalità HDR sul Mavic Pro. Non è male, ma preferisco fare le cose alla vecchia maniera.

C’è un’altra modalità chiamata AEB (bracketing automatico dell’esposizione) e se vuoi davvero ottenere immagini HDR fantastiche, questa è la modalità che dovresti usare secondo me. In questa modalità, il drone scatterà più immagini con diverse esposizioni nella tua scelta di JPEG o RAW. Una volta estratte le foto dalla scheda SD, è possibile trasferirle in Photoshop per creare le tue foto HDR personalizzate.

Modalità panoramica a 360 gradi

Se non lo sapevi, il Mavic Pro ha tutte le modalità panoramiche che ha il Mavic Air, ma c’è una grande differenza. Entrambi i droni possono scattare immagini panoramiche a 360° e puoi visualizzarle nell’app, ma il Mavic Pro utilizza il tuo smartphone per elaborare le immagini e ricucirle insieme. Con il Mavic Air, tutta l’elaborazione viene eseguita utilizzando il processore sul drone che consente una elaborazione più veloce e più alta.

La più grande differenza tra gli scatti panoramici è la risoluzione. Sul Mavic Pro, ottieni un’immagine 2048×4096 (solo un po’ più grande di 4K). Con il Mavic Air, ottieni un’immagine 4096×8192. Questo è più di 33 megapixel (8K). Questo fa un’enorme differenza nel modo in cui le immagini appaiono. Sul Mavic Air, la risoluzione è così alta che puoi ritagliare e vedere quasi tutti i dettagli che faresti in una foto normale.

Evitare l’ostacolo

Il Mavic Pro ha due fotocamere frontali che usa per evitare gli ostacoli. Ci sono anche due telecamere rivolte verso il basso per evitare ostacoli durante l’atterraggio. Queste telecamere inviano i dati a un processore speciale sul drone in modo che possa creare una mappa 3D del proprio ambiente. Evitare l’ostacolo sul Mavic Pro è attivo in quasi tutte le modalità, ad eccezione della modalità Sport. Dalla mia esperienza, l’evitamento dell’ostacolo funziona bene. Rileverà ed eviterà qualcosa di più grosso di un piccolo ramo d’albero, ma solo quando stai volando in avanti. Se stai volando lateralmente o all’indietro, ovviamente è lì che i sensori falliranno.

Il Mavic Air ha due fotocamere anteriori come il Mavic Pro, ma ha anche due fotocamere posteriori. Ciò significa che ora puoi volare all’indietro senza temere che il drone possa distruggere qualsiasi cosa! È davvero incredibile che siano stati in grado di montare un totale di 7 telecamere su questo drone e renderlo ancora più piccolo rispetto al Mavic Pro.

Essere in grado di volare all’indietro evitando gli ostacoli è grande, ma c’è un’altra nuova caratteristica che rende il Mavic Air davvero unico. APAS (Advanced Pilot Assistance System) è una nuova funzionalità che puoi attivare sulla schermata di volo principale. Mentre vola in avanti, invece di fermarsi quando compare un ostacolo, il Mavic Air volerà a sinistra, a destra o in alto per evitarlo e continuare. Sembra volare a destra o a sinistra quando ha fiducia in quello che vede, vola in alto quando è meno sicuro e si ferma se non riesce a vedere cosa c’è oltre l’ostacolo che sta evitando.

Smart Capture (Gesture Mode 3.0)

Lo sapevi che il Mavic Pro ha controlli gestuali? In modalità gesto, il Mavic Pro può vederti e scattare foto quando realizzi una cornice con le mani. So che non è molto eccitante, ma dimostra che anche quando è uscito il Mavic, DJI aveva grandi progetti per questo. L’hardware non era ancora pronto al momento. Quando è uscito lo Spark, usare la modalità gesto per la prima volta è stato sorprendente, ma aveva ancora alcuni inconvenienti e si sentiva come un espediente.

Il Mavic Air è il terzo drone di DJI con controlli gestuali, quindi è un po’ come la modalità gesto 3.0 con tutte le nuove funzionalità. Immagino sia per questo che ora si chiama “Smart Capture” nell’app DJI Go 4. Il primo cambiamento è Gesture Launch. Invece di tenere il Mavic Air, lo metti a terra e metti la mano davanti ad esso. Una volta che può vedere la tua mano, inizierà a librarsi. Per atterrare, basta mettere la mano in vista e abbassarla fino a quando il drone inizia l’atterraggio. Un altro gesto è Zoom. Mettendo entrambe le mani distanti e avvicinandole sempre di più le une alle altre, puoi controllare con precisione quanto sia distante il Mavic Air. Infine, ora puoi utilizzare Palm Control per far volare il Mavic Air da qualsiasi distanza fino a 20 piedi!

Non andrò su tutte le funzionalità di Smart Capture su Mavic Air poiché questa non è una recensione del Mavic Air, ma quello che dirò è che la nuova modalità di Gesto non è più una trovata. Prima era solo qualcosa che usavo quando stavo mostrando ad altre persone le caratteristiche del drone, ma ora sembra qualcosa che effettivamente utilizzerei. Ora, se voglio fare dei brevi video di monitoraggio di me stesso, posso farlo. Se ti piace fare video e immagini di te stesso facendo cose interessanti, Smart Capture è sicuramente una funzione che dovresti avere.

I radiocomandi

Tra tutte le differenze tra questi due droni, questa è l’unica cosa che mi ha fatto capire che il Mavic Air non è un sostituto del Mavic Pro. Il radiocomando del Mavic Pro è meglio in ogni cosa. La prima cosa che noterai è che il radiocomando del Mavic Air non ha uno schermo che ti mostri le informazioni di volo in tempo reale. Ciò significa che non puoi avere una visione chiara del tuo feed video mantenendo tutti i dati di volo sul radiocomando. Non c’è nemmeno un quadrante di esposizione sul retro del radiocomando, meno gomma e metallo, e nessun joystick a 5 assi (la cosa per il controllo di DJI Goggles e l’assegnazione di funzioni personalizzate).

È triste vedere tutte queste funzionalità mancanti sul radiocomando del Mavic Air, ma c’è qualcos’altro che non si riesce a vedere. Se hai mai usato Ocusync su Mavic Pro, saprai che è uno dei migliori sistemi di trasmissione dati dei droni di sempre. Il feed video è sempre chiaro, i controlli non si bloccano mai, il feed video è 1080p con bassa latenza e il segnale è quasi sempre affidabile. Con Ocusync, il radiocomando del Mavic può anche connettersi in modalità wireless ai DJI Goggles.

Con Mavic Air, non hai Ocusync. Ottieni qualcosa che è più vicino alla tecnologia che si trova sul DJI Spark. Va bene, ma ottieni 720p (non 1080p), c’è più lag, il segnale non è affidabile, e devi collegare un cavo USB al radiocomando per usare i DJI Goggles. Ciò non significa che il radiocomando del Mavic Air è pessimo, è solo un grosso downgrade dal radiocomando del Mavic Pro e per alcune persone, questo potrebbe essere un handicap.

Il ritardo video

DJI non ha parlato molto della nuova versione di WiFi che stanno usando con il radiocomando del Mavic Air, quindi abbiamo fatto un test per vedere quanta più latenza il Mavic Air ha rispetto al Mavic Pro, ed i risultati sono stati migliori delle attese. Per testare la latenza, basta registrare un video di qualcosa che sta accadendo e mostrare il feed dal vivo nello smartphone allo stesso tempo.

Sulla base di questo test, la latenza del Mavic Pro è di circa 130 ms e del Mavic Air è di 170 ms. Queste sono solo stime approssimative, ma mostrano che non c’è una grande differenza tra i due feed video. Per essere onesti, mi aspettavo molto più ritardo per il collegamento WiFi sul Mavic Air rispetto a Ocusync. Abbiamo anche testato la latenza del video sul DJI Spark e i risultati sono stati molto peggiori. Tutto ciò significa che Mavic Air ha un feed video molto più veloce rispetto allo Spark, ma il Mavic Pro sta ancora in cima.

Controllo del telefono

Se si utilizza sempre il radiocomando del Mavic Pro, il radiocomando del Mavic Air si avvertirà come un downgrade, ma cosa succede se non si utilizza affatto un radiocomando? Che cosa succede se si desidera utilizzare il telefono? Il controllo dello smartphone sul Mavic Air è sorprendente. La potenza del segnale è molto migliore rispetto al Mavic Pro. Posso volare oltre 300 metri di distanza in un’area densamente popolata e avere ancora una connessione ok. Facendo la stessa cosa con il Mavic Pro, ho potuto ottenere solo circa 100 piedi prima che il segnale diventasse inutilizzabile. Devi anche ricordare che la velocità massima durante l’utilizzo del telefono è 7 miglia all’ora con il Mavic Pro e 20 mph con il Mavic Air.

Quale Drone dovresti comprare

Penso che la persona media sarà più felice con il Mavic Air, ma le persone che amano spingere i propri droni al limite preferiranno comunque il Mavic Pro.

Se hai bisogno di un piccolo cavallo di battaglia, prendi il Mavic Pro. Può andare più veloce senza puntare il gimbal verso il basso o lateralmente. Ha un tempo di volo più lungo. È molto più affidabile a lunghe distanze. Funziona perfettamente con i DJI Goggles. Il feed video è 1080p. Ci sono altre opzioni video.

Se vuoi il drone più compatto in grado di scattare video 4K utilizzabili, scegli il Mavic Air. È seriamente più compatto dello Spark. Ha una migliore prevenzione degli ostacoli. Non hai bisogno di un radiocomando per ottenere scatti di base e fare selfie. Il controllo dello smartphone funziona perfettamente. Ci sono nuove funzionalità come panorami a 360, Quick Shots, Tapfly 2.0 e Smart Capture. Ancora più importante, se hai intenzione di avere tutti gli accessori che ti servono per il tuo drone, finisci per spendere molto meno con il Mavic Air.

Dolly Zoom

Droni DJI, come ottenere un dolly zoom

Lo zoom nelle riprese video si riferisce alla tecnica di modifica della lunghezza focale di un obiettivo zoom, che consente un cambio di distanza per diversi oggetti durante uno scatto, offrendo più spazi per la narrazione e l’espressione. L’Effetto Vertigo o Dolly Zoom, una variante dello zoom, è stato concepito per la prima volta dal fotografo Robert Burks in Vertigo.

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Vertigo, girato nel 1958

Nel film, ha fatto rimanere un oggetto sullo schermo senza un cambio di dimensione, spostando contemporaneamente l’obiettivo mentre utilizza lo zoom. A causa di un effetto prospettico, lo sfondo continuerà a cambiare. Quindi, abbiamo scoperto che le scale nel film si sono trasformate in uno spazio spettrale dando la percezione diretta delle vertigini e la paura dell’altezza da parte del protagonista.

Questa tecnica è stata applicata a molti film famosi. Ad esempio, Steven Spielberg ha utilizzato il dolly zoom in Jaws per mostrare le peggiori paure del protagonista.

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Jaws diretto da Steven Spielberg nel 1975

Ora puoi anche ottenere questo effetto magico con i video catturati dai droni DJI attraverso una semplice tecnica in post-produzione.

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Dolly Zoom ripreso con Mavic Pro

In passato, per ottenere un dolly zoom, l’angolazione della telecamera doveva essere allontanata da un soggetto mentre l’obiettivo eseguiva uno zoom in avanti o viceversa. Fortunatamente, i droni DJI sono dotati di un gimbal a tre assi che stabilizza una fotocamera con risoluzione 4K HD, consentendo di realizzare video con dolly zoom attraverso una facile post-produzione.

Procedura

A: In primo luogo, fai volare il drone in avanti senza alcun cambiamento dell’angolazione della telecamera e registra un video. Imposta la risoluzione sul valore massimo. Assicurarsi che il drone stia volando a velocità costante.

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Dolly Zoom dritto

B: importa il video in un software di editing. Prendiamo Adobe Premiere come esempio. Crea un progetto e una sequenza. (Si consiglia di utilizzare 1080p.)

C: Importa il video nella sequenza e ridimensionalo attraverso la regolazione della scala (fai clic su Controlli Effetti, vai su Effetti video, regola la Scala sotto Movimento). Ad esempio, per ridimensionare un video 4K in un video a 1080p, impostare la scala su 50.0.

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D: Sotto Scala, aggiungi due fotogrammi chiave all’inizio e alla fine del video, rispettivamente. Con una scala del 100% all’inizio e una scala del 50% alla fine (scala da 4K a 1080p), è possibile ottenere un doppio effetto di ridimensionamento. (Può essere visualizzato in anteprima.)

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E: Finalmente, regola la scala della schermata iniziale del video e rendi l’oggetto sempre uguale dall’inizio e alla fine.

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F: Se la fotocamera si muove leggermente durante la ripresa, regola la posizione in movimento, aggiungi più fotogrammi chiave e regola le coordinate sull’asse X e Y per rendere l’oggetto fermo sullo schermo.

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G: Esporta il video.

* Si noti che la scala in post-produzione è relativamente piccola poiché la risoluzione massima di un video è 4K. Utilizza video time-lapse e puoi produrre un video di risoluzione più alta con una maggiore velocità.

Campioni

Puoi registrare i video con l’effetto dolly zoom non solo con il Mavic Pro! Successivamente, ti mostreremo video catturati con altri prodotti DJI.

Video realizzato con Mavic Pro

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Registrato con Mavic Pro

Video realizzato con Phantom 4 Pro

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Registrato con Phantom 4 Pro

Video realizzato con Inspire 2

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Registrato con Inspire 2

Video realizzato con la Osmo

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Registrato con Osmo

Ora prendi il tuo drone DJI e registra alcuni video in dolly zoom!

DJI Mavic Air chiuso

DJI Mavic Air, Fotografo Portatile

Una parte Mavic Pro, una parte Spark, tutto adorabile

Per un fotografo o un operatore video, la quantità di attrezzi che è in grado di portare per una ripresa è spesso limitata a ciò che può essere contenuto nella loro borsa. La borsa grande di un fotografo è caricata con più fotocamere, obiettivi, batterie, cavalletti, supporti e altri accessori. Ciò significa che spesso deve lasciare indietro il vecchio drone Phantom 3, il che significa anche che lasciare l’opportunità di ottenere grandi riprese aeree. Con il nuovo Mavic Air di DJI, non deve più fare questi compromessi.

Il nuovo Mavic Air condivide molte somiglianze con il DJI Spark e il DJI Mavic Pro e DJI Mavic Pro Platinum. Come quei modelli, è un drone compatto con una fotocamera da 12 megapixel e una manciata di diverse modalità di volo e di ripresa. Non è rivolto ai professionisti, ma piuttosto agli hobbisti o agli appassionati che potrebbero acquistare il loro primo drone per la fotografia aerea, ovvero la videofotografia, e non sono soddisfatti delle limitate opzioni creative dello Spark. Il Mavic Air ha anche un paio di nuovi trucchi, come la nuova tecnologia per evitare gli ostacoli.

Anche se non è necessariamente venduto come un drone professionista, vediamo come il Mavic Air possa essere adatto per lavori fotografici e video più seri. Purtroppo, non è del tutto adatto per i droneografi esigenti, ma ciò non significa che non sia un grande drone.

Prima di parlare di cosa vuol dire far volare il Mavic Air e scattarci foto e fare riprese video, ci sono alcuni dettagli di design da considerare. Non posso credere che sto per dire questo su un drone, ma questo prodotto sembra fantastico. In generale, i droni non sono qualcosa che associ al buon design; tendono a sembrare insetti volanti di grandi dimensioni. Al contrario, il Mavic Air è sorprendentemente elegante. Ha materiali piacevoli, colori attraenti e una finitura premium.

La caratteristica distintiva del Mavic Air è la sua portabilità. L’intero pacchetto, dal drone stesso, alle sue batterie, al suo nuovo radiocomando sono tutti progettati per una facile conservazione e trasporto. È di gran lunga il drone più portatile della linea di DJI.

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Alcune delle più ingegnose modifiche del design si trovano nel radiocomando. Le levette sono ora rimovibili e possono essere riposte sotto i bracci che reggono lo smartphone. Questo rende molto più facile riporre il radiocomando nella borsa inclusa con il Mavic Air. Stranamente, la ricarica del radiocomando richiede il Micro USB, mentre il drone stesso ha una porta USB di tipo C per trasferire le riprese. Non ha senso che siano necessari due diversi cavi USB.

Il Mavic Air è anche molto robusto. Le zampe pieghevoli si incastrano perfettamente, anche se a volte è necessario forzare l’elica sulla zampa, il che può sembrare strano. A differenza del Mavic Pro, dove è stata esposto il gimbal, il Mavic Air nasconde il gimbal a 3 assi nel corpo del drone stesso. Sono quei tipi di cambiamenti che rendono molto più facile viaggiare con il drone.

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Sfortunatamente, la fotocamera del Mavic Air, che sta rapidamente diventando la componente più importante di qualsiasi drone, non è così entusiasmante. Condivide lo stesso piccolo sensore dello Spark e Mavic Pro e Mavic Pro Platinum, il che significa che ha una capacità limitata di catturare una gamma completa di toni chiari e scuri in una singola scena. Offre un leggero aumento della qualità video, almeno sulla carta: il Mavic Air gira video 4K a 30 fps con un bitrate di 100 Mbps, rispetto al Mavic Pro 4K a 60 Mbps. Il gimbal a 3 assi è la stessa trovata sul Mavic Pro, ed è migliore delle più semplici gimbal a 2 assi utilizzate sullo Spark. Per immagini fisse, cattura le stesse 12 megapixel delle altre.

Una cosa da considerare, però, specialmente se si sta facendo fotografia commerciale, è che il sensore di immagine nel Mavic Air è più piccolo di quello che si trova nel Phantom 4 Pro. E la differenza è evidente. Se sei davvero serio riguardo alla dronografia, puoi saltare la linea Mavic interamente per questo motivo.

Far volare il Mavic Air può essere fatto in tre modi. Il modo più comune è quello che DJI chiama “connessione cablata”, utilizzando il radiocomando in dotazione accoppiato con lo smartphone. È un po’ un termine improprio perché qui non ci sono fili effettivi. Poi c’è la “connessione wireless”, che si basa interamente sul tuo smartphone. La modalità finale è un sistema di controllo gestuale a mani libere, disponibile sia su Spark che su Mavic Pro. Nei miei test, i gesti funzionano altrettanto bene che nei modelli precedenti. Sono abbastanza reattivi e sì, ti fanno sentire come un Jedi.

Il radiocomando è simile a quello che si ottiene con il Pro, tranne che manca un display e le levette devono essere attaccate prima di poter volare. Manca anche il secondo quadrante in cui è possibile regolare l’esposizione, rendendo più complicato regolare le impostazioni di esposizione durante il volo.

Un’altra distinzione importante tra il vecchio Mavic Pro e il Mavic Air è che il Mavic Air si basa su una connessione Wi-Fi piuttosto che su radiofrequenza, o RF. Alcuni potrebbero non gradire questo cambiamento, ma nei miei test, non è stato un problema a parte l’accoppiamento iniziale. Il grande compromesso è una perdita di autonomia, ma la migliore pratica per il drone non è quella di andare al di fuori del tuo campo visivo, che ti tiene molto più vicino del limite di portata. Tuttavia, ci sono piloti che hanno visto il Mavic Air volare solo la metà della sua portata promessa già ridotta.

La nuova grande funzionalità tecnologica del Mavic Air è una modalità di assistenza al volo denominata APAS, abbreviazione di Advanced Pilot Assistance System. Tutti i precedenti droni DJI si sono basati sull’evitare l’ostacolo di base, che cerca di impedire che si schiantino contro alberi, muri e altri oggetti. La differenza è che APAS in realtà lascia volare sopra o attorno agli oggetti, invece di fermarsi. Nei miei test, questo ha funzionato molto bene. Ho provato a farlo volare su un albero e verso di me più volte, e ogni volta il drone andava via e scavalcava gli oggetti. Fallisce anche elegantemente: se la sua lettura dell’area è scadente, il drone rimarrà in volo librato al suo posto.

Forse la cosa più importante per un droneografo è il filmato che si può catturare e, per la maggior parte, il Mavic Air sembra bello. È un piccolo passo in avanti rispetto al Mavic Pro Platinum, quindi l’upgrade da quel modello probabilmente non ne vale la pena. La differenza nel bitrate non è qualcosa che noterai senza rivedere il filmato su schermi più grandi. Tuttavia, il bump in bitrate fornisce più dati con cui lavorare in post-produzione. Il problema più grande con i sensori più piccoli è la loro gamma dinamica limitata, e l’aumento del bitrate del Mavic Air non risolve questo problema.

Quando scatti durante la luce del giorno, tutto sembra nitido e ricco. Ma una volta che si introduce una scena con contrasto elevato, come un’alba, l’immagine inizia a cadere a pezzi. In condizioni di luce scarsa, le aree d’ombra hanno molto rumore e perdono tutti i loro dettagli. Ciò si verifica anche quando si scatta nel profilo colore Cinelike, che offre maggiore flessibilità per manipolare l’esposizione durante la modifica.

Le foto hanno problemi simili, ma la capacità del Mavic Air di riprendere i file RAW mi dà molta più flessibilità durante l’elaborazione dopolo scatto, quindi è meno di un problema.

Di solito controllo i droni in modalità manuale, perché mi dà il massimo controllo sugli scatti che sto catturando. Ma c’è una modalità di volo automatica di cui sono ossessionato, e si chiama “Asteroide”. In questa modalità, il drone si identifica e si concentra su di te, vola indietro e in alto nell’aria, dove si libra per circa un minuto, e fa una ripresa sferica a 360°. L’app quindi ricama automaticamente il video e le foto in un’unica clip. È un effetto selvaggio che è divertente da usare per le introduzioni o gli outros di un video.

Puoi anche scattare foto sferiche 360, che sembrano grandiose, ma l’unico modo per visualizzarle è sul tuo telefono tramite l’app DJI Go. L’app esegue tutte le cuciture per te, ma le singole foto vengono salvate anche sulla tua scheda nel caso in cui desideri cucirle tu stesso.

Date le dimensioni compatte del Mavic Air, le sue prestazioni nel vento potrebbero essere una preoccupazione.

Infine, la durata della batteria. DJI commercializza il tempo di volo di 21 minuti e, per la maggior parte, è quello che otterrai quando la carica è al massimo. Ma il tempo reale necessario per catturare il filmato sarà notevolmente inferiore a quello. Nel momento in cui lo fai alzare in aria, più il tempo di riportarlo per l’atterraggio, stai guardando circa 15 minuti di volo. Il kit base del Mavic Air viene fornito con una sola batteria, il che rende il tempo di volo più breve ancora e più restrittivo. DJI offre anche un’opzione che aggiunge altre due batterie e una manciata di altri accessori rispetto al kit standard.

Il Mavic Air è davvero il meglio dei due mondi offerti da Mavic Pro e Spark. Ha una fotocamera leggermente migliorata all’interno di un corpo più piccolo rispetto al Mavic Pro o Spark. Probabilmente non soddisferà ancora quelli che hanno bisogno di qualcosa per il lavoro commerciale, questo è meglio servito dalla linea DJI Phantom o Inspire, ma per il resto di noi, il Mavic Air è il drone da ricercare.

Per l’acquisto del DJI Mavic Air visitare il sito DJI ARS, rivenditore autorizzato DJI ufficiale.

Tempesta Solare

Indice Kp nella checklist dei droni DJI?

L’indice Kp è una misura utilizzata per l’entità delle tempeste magnetiche. L’indice ha valori compresi tra 0 e 9, dove 0 indica l’assenza di tempeste magnetiche mentre il 9 indica la massima intensità.

Una tempesta magnetica viene spesso causata da un’onda che si origina da una eruzione solare che giunge nel campo magnetico terrestre. Tempeste magnetiche di forte intensità, con indice Kp 8 o 9 sono molto rare. Ufficialmente il segnale GPS ricevuto dai droni DJI non è affidabile durante una tempesta magnetica di intensità uguale o superiore a Kp 5. Il segnale GPS si può anche perdere richiedendo alcuni secondi per riagganciare nuovamente i satelliti.

E’ stato scientificamente calcolato che l’errore massimo sul segnale GPS in presenza di una forte tempesta magnetica è di circa 30 metri. Quindi in pratica l’effetto su un drone DJI di una tempesta magnetica di intensità Kp 7 non è così grave come viene invece spesso asserito nei vari blog o forum sui droni. L’influenza sulla bussola di bordo del drone DJI è anche di pochi gradi di errore, tanto da non essere neppure notata.

Quindi se avete agganciato più di 6 satelliti nel segnale GPS è ancora sicuro utilizzare la funzione RTH per riportare il drone DJI nel punto base senza problemi. In conclusione non crediamo che la verifica dell’indice Kp sia da mettere nella lista pre-flight check considerato quanto precedentemente esposto.

Riteniamo molto più importante verificare la carica delle batterie e che la bussola di bordo sia correttamente calibrata prima di volare piuttosto che verificare l’indice Kp. Per coloro che comunque volessero verificare l’indice Kp prima di utilizzare un drone DJI, consigliamo di visitare il sito governativo degli Stati Uniti: http://www.swpc.noaa.gov/ che riteniamo sia il più attendibile di tutti per i dati contenuti.

Buon volo a tutti.

Aurora

Aurora causata da tempesta magnetica

Sensore APS C

Otturatore nelle riprese video

La regola dell’angolo dell’otturatore a 180 gradi è una regola delle riprese cinematografiche che bisogna conoscere in quanto è la regola che più spesso non viene rispettata dagli operatori video per il semplice motivo che non sanno neppure che esiste.

In questo articolo esamineremo il significato di questa regola e saremo in grado di non rispettarla solo quando c’è un buon motivo per non farlo.

Il motivo per cui si applica la regola: una naturale sfocatura del movimento.

Chiaro e semplice, la ragione per la regola dell’angolo dell’otturatore a 180 gradi è quella di avere una corretta sfumatura dei movimenti. La regola afferma quale deve essere il tempo di scatto rispetto al frame rate (frequenza dei fotogrammi) della fotocamera. E’ molto semplice da capire. Basta raddoppiare il frame rate. Se state riprendendo a 30 fps (frames per second oppure fotogrammi per secondo), la velocità dell’otturatore dovrebbe essere impostata su 60, ovvero a 1/60 di secondo. Se state riprendendo a 24 fps, la velocità dell’otturatore dovrebbe essere impostata a 48. Tuttavia, la maggior parte delle reflex digitali non hanno una impostazione della velocità effettiva dell’otturatore a 48 per i video, quindi utilizzate il valore più vicino: 50. Se state riprendendo a 60 fps, la velocità dell’otturatore dovrebbe essere 120. E così via.

Se la velocità dell’otturatore è troppo alta o troppo bassa, non avrete un corretto effetto di movimento. Per corretto effetto di movimento si intende un movimento delle riprese video che sia il più vicino possibile al movimento naturale. Se la velocità è troppo alta, si ottiene uno staccato come nelle scene di battaglia in “Il Gladiatore”. Se è troppo lento, il filmato avrà un effetto morbido e sognante. La maggior parte delle reflex digitali non può andare al di sotto di una impostazione di 30 in modalità video, ma se si dispone di una videocamera tradizionale, probabilmente si può andare anche a 1/15 o addirittura a 1/8. Con tempi di esposizione così bassi si ottiene una suggestiva scena sognante.

Le regole sono fatte per essere infrante – A volte, ma non sempre

Questa regola viene spesso disattesa nelle riprese dei matrimoni. Anche se ci possono essere momenti in cui artisticamente un’alta velocità di scatto funziona alla grande, come per esempio nelle fontane per rendere le goccioline d’acqua che cadono come diamanti o quando gli ospiti stanno gettando petali di rosa in aria, ma non rispettare la regola quando si riprendono le persone che camminano in strada, o che si aggirano in abito nuziale è senza dubbio un errore e l’effetto prodotto è un movimento non naturale.

Spesso una elevata velocità di scatto viene utilizzata per compensare in ambienti esterni molto luminosi. Una velocità dell’otturatore elevata significa che meno luce arriva al sensore della fotocamera, e quindi si tratta di un “trucco” che è possibile utilizzare se l’ambiente è troppo luminoso. In realtà per compensare un ambiente molto luminoso si dovrebbe diminuire l’apertura del diaframma della fotocamera (vale a dire, invece di riprendere a f5.6, riprendere a f8, f10, o addirittura a f16 o superiore).

Gli operatori video però cercano di evitare questo in quanto minore è l’apertura del diaframma (cioè più grande è il numero che segue la “f”)e maggiore sarà la profondità di campo.

Ogni volta che bisogna girare un video in ambienti luminosi i cui movimenti debbano risultare naturali, e quindi bisogna rispettare la regola, è consigliato invece utilizzare i filtri ND.

Filtri ND DJI Mavic Pro

Un filtro ND, filtro a densità neutra (Neutral Density in inglese), è un filtro grigio che riduce l’intensità della luce in maniera uniforme su tutte le lunghezze d’onda.

La DJI stessa produce dei filtri ND per quasi tutte le fotocamere dei suoi droni. I filtri ND della DJI vengono differenziati da un numero, per esempio ND4, ND8, ND16, ecc. E’ interessante sapere che un filtro ND4 riduce l’esposizione di due stop di apertura di diaframma, ND8 di 3 stop e ND16 di 4 stop. Quindi utilizzare questi filtri permette di fare riprese in ambienti luminosi senza dover modificare i parametri della fotocamera.

DJI GO Impostazioni Video

I droni della DJI, attraverso l’applicazione DJI GO, permettono l’impostazione manuale dei parametri delle riprese video. Se invece le impostazioni vengono lasciate in automatico, l’applicazione cercherà di rispettare la regola dell’angolo dell’otturatore a 180 gradi.

DJI GO Istogramma

Ecco invece alcuni consigli per quando infrangere di proposito la regola.

Profondità di campo: come già appena detto, a volte si desidera aumentare la velocità dell’otturatore per poter raggiungere una certa profondità di campo. Se l’ambiente è super luminoso, aumentare la velocità dell’otturatore ridurrà la luce compensando la luminosità. Ci sono momenti in cui si ha realmente bisogno che la profondità di campo sia maggiore e questo è un buon modo per farlo. Basta non esagerare.

Bassa luminosità: a volte si può essere in un ambiente dove la luce è piuttosto bassa e quindi con una velocità dell’otturatore più lenta si permette l’ingresso a più luce. Questo però darà un aspetto sognante alle vostre riprese.

Epiche scene di battaglia: se state riprendendo delle epiche scene di battaglia, si consiglia di utilizzare una velocità di posa più rapida per ottenere quell’aspetto staccato.

Il Gladiatore

DJI Matrice 200 (M200)

DJI introduce la serie M200 di droni costruiti per le imprese

DJI, leader mondiale nella tecnologia aerea senza equipaggio, ha presentato il nuovo Matrice 200 (M200), che è stato appositamente costruito per gli utenti professionali per l’esecuzione di ispezioni aeree e la raccolta dati, rendendo la tecnologia del drone uno strumento conveniente e di facile utilizzo per le imprese che riconoscono come le riprese dall’alto siano in grado di trasformare le loro attività.

DJI Matrice 200

Il corpo pieghevole della serie M200 è facile da trasportare e facile da configurare, resistente agli agenti atmosferici e all’acqua, ideale per le operazioni sul campo. E’ dotato del primo gimbal DJI rivolto verso l’alto, rendendo accessibile per le ispezioni il lato inferiore dei ponti, delle torri e di altre strutture. E’ compatibile con le potenti fotocamere X4S e X5S della DJI, così come la fotocamera con zoom Z30 ad alta potenza e la fotocamera XT per le riprese termiche. Ha una fotocamera frontale FPV, consentendo ad un pilota e ad un operatore video di monitorare immagini separate su due radiocomandi. Le sue caratteristiche di sicurezza comprendono sensori per evitare gli ostacoli rivolti in avanti, in alto e in basso, così come un ricevitore ADS-B per le informazioni sul traffico dei velivoli con equipaggio nelle prossimità. Con una configurazione a doppia batteria, la piattaforma M200 può volare fino a 35 minuti con una telecamera montata.

“I droni sono diventati rapidamente una parte standard degli strumenti dell’impresa e gli utenti industriali fanno affidamento sulla tecnologia DJI per raccogliere i dati in volo in modo efficiente”, ha detto Paul Guo, direttore Enterprise Solutions di DJI. “Con la serie M200, DJI introduce una soluzione olistica progettata specificamente per questi utenti. Stiamo rivoluzionando i workflow professionali, rendendo possibile l’utilizzo di sensori avanzati in varie combinazioni per eseguire compiti sofisticati quali ispezioni dei ponti, missioni di rilevamento del territorio e di ricerca e salvataggio, in modo più facile, più sicuro e più affidabile che mai”.

La serie M200 è progettata per i professionisti che utilizzano i droni per la raccolta più precisa, efficiente e sicura dei dati in volo. Esempi di applicazioni industriali includono:

Ispezioni di infrastrutture critiche – lavori in prossimità di linee elettriche, torri di telecomunicazioni e ponti mettono gli ispettori a rischio di cadute e scosse elettriche. M200 di DJI migliora la sicurezza poiché il lavoro può essere fatto da una certa distanza. L’M200 può identificare i difetti di dimensioni millimetriche in edifici, strade e ponti, in tempo reale, rendendo tali operazioni più sicure, efficienti ed efficaci.

Ispezioni di strutture per l’energia – la pianificazione della manutenzione può essere costosa e richiede molto tempo. Con la piattaforma stabile e resistente agli agenti atmosferici M200, estese reti delle linee elettriche possono essere visualizzate con dettagli senza pari e le infrastrutture verticali, come ad esempio turbine eoliche e piattaforme petrolifere off-shore, possono essere ispezionate da tutte le angolazioni.

Mappatura del sito di costruzione – rilevamento e mappatura spesso hanno bisogno di essere condotte indipendentemente dalle condizioni atmosferiche e altri fattori esterni. L’M200 è una piattaforma robusta, progettata per operare in condizioni difficili. L’M200 offre al capo cantiere uno strumento efficace per valutare i progressi e il flusso di lavoro, garantendo un uso più efficiente delle risorse.

Pubblica Sicurezza – quando il tempo è essenziale e le condizioni atmosferiche difficili, i primi interventi richiedono una piattaforma aerea versatile e affidabile. Portando sensori visivi e/o termici, l’M200 fornisce la conoscenza nelle situazioni potenzialmente pericolose, come gli incendi, le ricerche e le calamità naturali. I vigili del fuoco possono utilizzare i dati raccolti dal M200 per prendere decisioni più intelligenti e adeguate, proteggendo la vita e la proprietà, riducendo al minimo il rischio per la sicurezza del personale di salvataggio.

Versioni Standard e Pro

La serie M200 è disponibile in tre versioni. L’M200 Standard è dotato di un attacco per gimbal verso il basso. L’M210 permette più configurazioni di carico utile – Un unico gimbal verso il basso, due gimbal paralleli verso il basso o un gimbal rivolto verso l’alto. L’M210 è dotato di porte di connettività aggiuntive per supportare sensori di terze parti e accessori. L’M210 ha inoltre la capacità di supportare sensori aggiuntivi in futuro e accessori supplementari possono essere montati sulla parte superiore del velivolo. L’M210 RTK è disponibile con i moduli D-RTK per una navigazione precisa al centimetro.

DJI Matrice 200 Gimbal

Senza rivali in sicurezza e affidabilità

Con una classificazione IP43, la serie M200 è costruita per resistere a condizioni ambientali avverse. Il velivolo è dotato di oltre 20 sensori interni per la massima ridondanza e affidabilità, tra cui la bussola, il GPS, la doppia unità di misura inerziale (IMU) e tre barometri. I controller dei gimbal sono stati integrati nel corpo del velivolo per la protezione e per evitare la deriva. Il velivolo è dotato di due sistemi di visione stereo davanti e verso il basso e di un sensore a infrarossi rivolto verso l’alto per evitare gli ostacoli. Un sistema di batterie ridondante migliora la sicurezza e consente anche di mantenere il velivolo acceso mentre le batterie vengono sostituite in sequenza.

La serie M200 dispone di DJI AirSense, un ricevitore ADS-B integrato, migliorando la sicurezza dello spazio aereo, fornendo automaticamente all’operatore informazioni in tempo reale circa la posizione, l’altitudine e la velocità di aeromobili con equipaggio nelle prossimità che siano dotati di trasmettitori ADS-B. AirSense consente un uso più sicuro ed efficiente dello spazio aereo, in particolare nei luoghi in cui altri aeromobili con equipaggio possono operare.

La serie M200 è inoltre dotata di un controller di volo integrato, con due IMU e una unità GNSS, con ulteriori sistemi di ridondanza analitici. Lavorando insieme con algoritmi diagnostici avanzati, può facilmente passare da una IMU all’altra per mantenere affidabilità e precisione.

Gestione DJI di Volo

Oltre alla applicazione DJI GO 4, la serie M200 supporta la nuovissima applicazione DJI Pilot, che è specificamente progettata per gli utenti aziendali, ottimizzando l’esperienza utente e le prestazioni di volo. Gli utenti possono anche pianificare i voli attraverso l’applicazione DJI GS Pro, che utilizza un’interfaccia chiara e concisa per stabilire missioni di volo complesse con pochi tocchi.

La serie M200 è compatibile con il kit di sviluppo software Mobile e di Bordo di DJI (SDK), che consente ai programmatori di creare soluzioni personalizzate per la pianificazione del volo, la raccolta e l’analisi dei dati.

L’applicazione DJI Pilot è compatibile con DJI FlightHub™, un pacchetto software basato su Web che consente ai team di condividere i dati in tempo reale con le parti fuori sede attraverso Internet. Questo include le sale operative a distanza per situazioni di emergenza, tenendo traccia delle squadre di primo intervento o le sale operative per l’ispezione delle reti di infrastrutture globali. Un centro di controllo facile da usare, DJI FlightHub consente agli utenti di pianificare i voli con più droni e tenere traccia dello stato di ciascun velivolo. Una sala operativa fuori sede è in grado di monitorare contemporaneamente i video in tempo reale trasmessi dai velivoli e può controllare a distanza i gimbal e le fotocamere installate sui droni. Il software consente agli operatori di pianificare i voli in anticipo, utilizzando i Waypoint e Geofencing dinamica.

Caratteristiche di volo intelligente

La computer vision della serie M200 permette modalità di volo intelligenti per aiutare nella raccolta dei dati. Queste funzioni sono disponibili per più sensori DJI, permettendo scatti avanzati utilizzando lo zoom mentre un oggetto viene tracciato:

Spotlight – per bloccare la fotocamera su un soggetto durante il volo mentre l’aereo si muove liberamente

Punto di interesse – girare intorno a un oggetto con un’orbita regolare

Treppiede – per mettere a punto la posizione e l’angolo per l’inquadratura e la navigazione sicura in ambienti ristretti

ActiveTrack – per seguire una persona o un oggetto mantenendolo nell’inquadratura

Accessori

La serie M200 si combina con occhiali DJI, che mostrano una visuale a 85 gradi dal drone a una risoluzione 1080p (Full HD), per una vista a volo d’uccello del mondo sottostante.

La serie M200 utilizza il potente sistema Lightbridge di DJI, permettendo una portata fino a 4,3 miglia (7 km), dove permesso dalle leggi e regolamenti locali, con video del paesaggio in tempo reale a risoluzioni fino a 1080p. La portata tra radiocomando master e slave si estende per 328 piedi e gli utenti possono passare dalle frequenze 2,4 GHz e 5,8 GHz per eliminare il rumore per una maggiore stabilità del segnale.

La serie M200 offre due versioni di batteria – una versione standard a 95 Wh e una versione più potente a 174 Wh con il tempo di volo fino a 38 minuti.

Carico utile del M200

La serie M200 consente tre diverse configurazioni di carico utile – Una telecamera rivolta verso il basso (M200), due telecamere rivolte verso il basso (M210) e/o una telecamera rivolta verso l’alto (M210).

La serie aggiornata delle camere DJI Zenmuse è ottimizzata per le riprese aeree e comunica direttamente con i controller di volo del gimbal e del velivolo. Per situazioni che richiedono un equilibrio tra il peso e la qualità delle immagini, lo Zenmuse X4S ha un sensore da 1 pollice e 20 megapixel con 11.6 stop di gamma dinamica e una lunghezza focale equivalente a un 24 millimetri. Lo Zenmuse X4S offre un controllo dell’apertura del diaframma (f2.8-11) ed un otturatore meccanico in grado di tempi di esposizione di 1/2000 di secondo, eliminando la distorsione del rolling shutter quando si scattano immagini di soggetti in rapido movimento o quando si vola ad alta velocità. Lo Zenmuse X5S ha un sensore Micro Quattro Terzi più grande con 20,8 megapixel e 12.8 stop di gamma dinamica, e supporta otto obiettivi intercambiabili dal grandangolare allo zoom.

Lo Zenmuse XT, potenziato con FLIR, permette la ripresa di immagini termiche ad alta sensibilità, ideali per l’analisi e la telemetria. Lo Zenmuse Z30 è la prima fotocamera integrata per riprese aeree con uno zoom ottico fino a 30x e digitale fino a 6x, rendendo la raccolta dei dati delle immagini molto più veloce mantenendo una maggiore distanza, riducendo notevolmente il rischio di danno sia per il personale che per le attrezzature.

Drone Taxi

A Dubai il Drone-Taxi

Man mano che il mercato dei droni si sta sempre più sviluppando, la città futuristica di Dubai ha deciso di rivolgersi proprio a questo settore per dar vita ai cosiddetti Droni-Taxi.

Il progetto è ancora in fase sperimentale, sebbene il primo test è stato già effettuato a Las Vegas la scorsa estate. Il drone utilizzato è un ottocottero EHang 184, completamente elettrico e fabbricato in Cina. Si tratta di un aereo personale di 500 chili, con spazio per un passeggero di peso fino a 100 kg e una piccola valigia in un vano separato.

Drone Taxi

Il servizio sarà rivolto in particolare ai passeggeri pendolari che grazie al drone-taxi potranno arrivare sul posto di lavoro in pochissimo tempo, un’ulteriore conferma di come Dubai sia sempre più orientata al mercato del lavoro.

L’ottocottero EHang 184 può coprire una distanza di circa 50 chilometri con una singola carica e ad una velocità massima di 100 chilometri all’ora.

Per garantire la sicurezza del passeggero, tutti i droni sono monitorati da una stazione di comando a terra. Il passeggero non dovrà fare altro che chiamare il taxi direttamente da un’applicazione sul proprio smartphone, quando il drone-taxi arriva gli basterà allacciare le cinture e scegliere la rotta pre-impostata sul touchscreen.

Nell’eventualità che possa accedere un qualsivoglia malfunzionamento dei componenti, l’EHang 184 sarà in grado di effettuare un atterraggio di emergenza nella zona più vicina possibile. Il drone, inoltre, è stato programmato per svolgere calcoli complessi in modo da evitare collisioni con i droni circostanti.

Drone Taxi

Al World Government Summit, il responsabile della Roads & Transportation Agency di Dubai, Mattar al-Tayer, ha annunciato che entro luglio il progetto prenderà vita e nei cieli di Dubai si potranno vedere i primi droni-taxi con a bordo i passeggeri.

UPS Droni

Consegne a domicilio con i droni: il nuovo progetto di UPS

Ottimizzazione del tempo e del denaro. Sempre più aziende si stanno rivolgendo ai droni per rendere i propri servizi più efficienti e veloci. Per ora si parla solo di sperimentazione, ma abbiamo già visto Amazon, Google, Apple e Dpdgroup avviare delle prove pilota, in modo da testare il progetto e renderlo definitivo nei prossimi anni.

Anche le società che forniscono servizi di spedizioni e trasporti di oggetti si stanno equipaggiando in tal senso. Parliamo ad esempio di UPS e ancor prima di DHL che stanno testando le consegne con i droni in località remote.

La società di corriere espresso UPS sta vagliano la possibilità di utilizzare i droni soprattutto nelle aree rurali, dove i corrieri devono percorrere molti chilometri tra un destinatario e un altro.

Usando un multi-rotore, infatti, il corriere può ottimizzare il suo tempo: mentre il drone consegna, il corriere può proseguire il suo lavoro via terra. A differenza di altre società, però, UPS sta sperimentando la partenza del drone direttamente dal furgone e non dai propri magazzini, come è intenzionata a fare, ad esempio, Amazon. Il drone, poi, tornerebbe automaticamente nel furgone, una volta terminato il proprio compito, attraverso un sistema di localizzazione. In questo modo aumenterebbe l’efficienza e ridurrebbe notevolmente il tempo di consegna, aumentando allo stesso tempo il numero di consegne.

UPS stima che riducendo in media di un chilometro gli itinerari di ogni corriere, si potrebbero risparmiare circa 50 milioni di dollari all’anno.

I droni che la società utilizza, in questa fase di sperimentazione, dispongono di un’autonomia di volo di 30 minuti e possono portare pesi fino a 4,5 Kg. Quando tornano nel furgone, inoltre, possono ricaricarsi in vista di una prossima consegna.

Tutto questo accade negli Stati Uniti per il momento e non si hanno notizie di altre sedi UPS intenzionate ad avviare il progetto in altri Paesi, magari Europei.

Sta di fatto, però, che negli USA la Federal Aviation Administration impone che i droni rimangano sotto il vigile controllo visivo del pilota che li comanda, pertanto ciò esclude il loro utilizzo per coprire grande distanze. Ma forse le cose potrebbero cambiare.

Staremo a vedere.

Moverio BT-300 Drone Edition

Vieni a conoscere il Moverio BT-300: Nuovo drone con hardware DJI

Ci siamo: Epson ha finalmente annunciato che l’attesissima edizione degli occhiali intelligenti Moverio BT-300 drone edition sarà disponibile entro la fine di questo mese. Si tratta di un prodotto unico (non si trova niente di simile sul mercato) nato dall’unione di due eccellenze nel campo della tecnologia al servizio dell’immagine: Epson e Dji. È proprio la casa cinese leader mondiale nella produzione di droni ad aver fornito ad Epson l’hardware per dare vita a Moverio BT-300. Grazie a questa rivoluzione, i nuovi occhiali hanno guadagnato in stabilità, produttività e sono state arricchite di tutte le caratteristiche proprie dei droni (veri e propri veicoli aerei senza equipaggio). Per celebrare questo fortunato connubio, Eric Mizufuca (Product Manager della New Ventures di Epson America, ha rilasciato un’esaustiva dichiarazione, che vi riportiamo letteralmente:

Oggi, nel nostro sesto anno di attività nel settore degli occhiali per la Realtà Aumentata, la piattaforma Moverio di Epson ha dato una nuova spinta all’interesse e, conseguentemente, alle vendite, in modo esponenziale anno dopo anno. Il nostro nuovo Moverio BT-300 guiderà certamente il nostro business verso nuove altezze. Siamo particolarmente eccitati all’idea che il nostro partner sia Dji, che permetterà al prodotto un volo maggiormente sicuro e un’esperienza produttiva. Crediamo fermamente che i veicoli aerei senza equipaggio sia la soluzione migliore per il nostro prodotto.

  — Eric Mizufuka

Cerchiamo ora di saperne di più circa questo nuovo gioiello della tecnologia. Sappiamo che il Moverio BT-300 edizione drone è pre-caricato con l’app Dji Go, e che questo gli consente quindi di essere usato in commistione ai più comuni hardware Dji presenti sul mercato. Inoltre il Moverio BT-300 è equipaggiato con un clip-on in tonalità scure, perfetto per garantirne l’utilizzo anche a contatto diretto con la luce del sole. Inoltre sono stati previsti attacchi speciali che permettono di fissare in totale sicurezza il controller Moverio sul drone Dji Phantom e sul Dji Inspire.

Parlando esclusivamente delle caratteristiche tecniche degli occhiali, la nuova versione BT-300 risulta il 70% più luminosa rispetto alla prima generazioni di occhiali per la realtà aumentata prodotta da casa Epson e, inoltre, questa monta una camera da 5 mega pixel ed un sensore in grado di riconoscere gli oggetti del mondo reale. Inoltre, l’esclusivo sistema di protezione Si-OLED a base di silicio, è in grado di generare un rendering in 3D dei contenuti del mondo realte, senza sfumature, senza sfondo di visualizzazione o bordi presenti nel campo visivo. Una vera innovazione.

La FAA ha confermato ancora una volta la regola per cui i droni devono rimanere nella linea di mira del pilota remoto: questo aspetto è stato nettamente migliorato nella produzione del nuovo Moverio, risultando ancora più performante di prima. Il pilota sarà in grado di godere di un’esperienza trasparente, in prima persona, grazie alla telecamera del drone Moverio BT-300, vivendo emozioni ancora più forti di quanto mai accaduto prima.

Per conoscere più nel dettaglio il Moverio BT-300 drone edition potete navigare sul sito  epson.com/moverio. Vi anticipiamo che Moverio è venduto ad un prezzo suggerito di circa 800 dollari.

Hasselblad Logo

Nuovo accordo DJI-Hasselblad: Quali novità?

Dji non smette mai di sorprenderci! È di pochi giorni fa la notizia che il leader mondiale della produzione di droni è entrato in possesso della quota di maggioranza della Hasselblad. Di chi si tratta? Niente di meno che del brand svedese che produce alcune tra le eccellenze del tech in campo fotografico a livello globale. Questa acquisizione non è in realtà una sorpresa per chi già da tempo osserva i movimenti strategici dell’azienda cinese: correva il 2015, infatti, quando Dji mise le mani su un piccolo pezzo della società. Un processo quasi naturale, dal momento che i due brand, Dji e Hasselblad, condividono sia le competenze tecniche sia la mission: portare la narrazione visiva al livello successivo, ampliando sempre di più i confini di quella che è la tecnologia dell’immagine. Gli appassionati di droni saranno felici di sapere che, subito dopo la notizia dell’acquisizione, Dji (già produttrice di modelli di grande successo come il Dji Phantom e il Dji Mavic) ha annunciato il lancio di un nuovo prodotto, destinato a sconvolgere ancora una volta il mercato. Di cosa si tratta?

Stiamo parlando di un drone M600 Dji con all’interno una piattaforma brandizzata Hasselblad, medio formato. Come sempre è ben chiaro quale sia il pubblico di riferimento per questo nuovo tipo di drone: il prodotto è stato sicuramente pensato per soddisfare le esigenze di fotografi professionisti, mapper e geometri. Parliamo quindi di un pubblico specializzato, di nicchia se vogliamo, che ha bisogno di un drone capace di restituire immagini perfette, precise al millimetro. Alla luce di tutto questo appare ancora più sensato quindi l’accordo Dji-Hasselblad, dal momento che la casa svedese ha grande esperienza per tutto quello che riguarda l’imaging di alto livello (ricordiamo, ad esempio, che fu proprio l’azienda Hasselblad a fornire le telecamere necessarie alla NASA per la missione lunare Apollo del 1960). A livello di puro marketing possiamo sicuramente notare come questa operazione consentirà ad Hasselblad forte risonanza in Cina, mercato dove Dji è leader assoluto. Si potrebbe allora pensare che si tratti di una mossa azzardata da parte dei cinesi, ma la realtà è che Dji sta già lavorando ad un altro grande progetto: la conquista definitiva di Hollywood grazie ai suoi droni. Dopo aver lanciato sul mercato il Dji Phantom e il Dji Mavic (prodotti riservati ad un pubblico più ampio e meno specializzato), con il drone Inspire 2 Dji aveva attirato su di sé gli occhi della capitale globale del cinema, facendo volare il drone da uno dei terreni della Warner Bros per mostrare diverse funzionalità tra cui: ActiveTrack, trasmissione Spotlight trasmissione Pro e funzione di diretta in HD. Ma non finisce qui! Il brand cinese ha anche firmato un accordo che garantisce la proiezione esclusiva del suo nuovo cortometraggio “The circle”. La pellicola, che vede la partecipazione degli attori Ryan Philippe e Noah Schnapp, racconta la storia della lotta di un artista per insegnare a suo figlio l’importanza della creatività nella vita. Importanza che Dji sicuramente conosce molto bene e tiene ben presente anche quando si tratta di intraprendere nuovi accordi commerciali!