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Articoli

Tempesta Solare

Indice Kp nella checklist dei droni DJI?

L’indice Kp è una misura utilizzata per l’entità delle tempeste magnetiche. L’indice ha valori compresi tra 0 e 9, dove 0 indica l’assenza di tempeste magnetiche mentre il 9 indica la massima intensità.

Una tempesta magnetica viene spesso causata da un’onda che si origina da una eruzione solare che giunge nel campo magnetico terrestre. Tempeste magnetiche di forte intensità, con indice Kp 8 o 9 sono molto rare. Ufficialmente il segnale GPS ricevuto dai droni DJI non è affidabile durante una tempesta magnetica di intensità uguale o superiore a Kp 5. Il segnale GPS si può anche perdere richiedendo alcuni secondi per riagganciare nuovamente i satelliti.

E’ stato scientificamente calcolato che l’errore massimo sul segnale GPS in presenza di una forte tempesta magnetica è di circa 30 metri. Quindi in pratica l’effetto su un drone DJI di una tempesta magnetica di intensità Kp 7 non è così grave come viene invece spesso asserito nei vari blog o forum sui droni. L’influenza sulla bussola di bordo del drone DJI è anche di pochi gradi di errore, tanto da non essere neppure notata.

Quindi se avete agganciato più di 6 satelliti nel segnale GPS è ancora sicuro utilizzare la funzione RTH per riportare il drone DJI nel punto base senza problemi. In conclusione non crediamo che la verifica dell’indice Kp sia da mettere nella lista pre-flight check considerato quanto precedentemente esposto.

Riteniamo molto più importante verificare la carica delle batterie e che la bussola di bordo sia correttamente calibrata prima di volare piuttosto che verificare l’indice Kp. Per coloro che comunque volessero verificare l’indice Kp prima di utilizzare un drone DJI, consigliamo di visitare il sito governativo degli Stati Uniti: http://www.swpc.noaa.gov/ che riteniamo sia il più attendibile di tutti per i dati contenuti.

Buon volo a tutti.

Aurora

Aurora causata da tempesta magnetica

Moverio BT-300 Drone Edition

Vieni a conoscere il Moverio BT-300: Nuovo drone con hardware DJI

Ci siamo: Epson ha finalmente annunciato che l’attesissima edizione degli occhiali intelligenti Moverio BT-300 drone edition sarà disponibile entro la fine di questo mese. Si tratta di un prodotto unico (non si trova niente di simile sul mercato) nato dall’unione di due eccellenze nel campo della tecnologia al servizio dell’immagine: Epson e Dji. È proprio la casa cinese leader mondiale nella produzione di droni ad aver fornito ad Epson l’hardware per dare vita a Moverio BT-300. Grazie a questa rivoluzione, i nuovi occhiali hanno guadagnato in stabilità, produttività e sono state arricchite di tutte le caratteristiche proprie dei droni (veri e propri veicoli aerei senza equipaggio). Per celebrare questo fortunato connubio, Eric Mizufuca (Product Manager della New Ventures di Epson America, ha rilasciato un’esaustiva dichiarazione, che vi riportiamo letteralmente:

Oggi, nel nostro sesto anno di attività nel settore degli occhiali per la Realtà Aumentata, la piattaforma Moverio di Epson ha dato una nuova spinta all’interesse e, conseguentemente, alle vendite, in modo esponenziale anno dopo anno. Il nostro nuovo Moverio BT-300 guiderà certamente il nostro business verso nuove altezze. Siamo particolarmente eccitati all’idea che il nostro partner sia Dji, che permetterà al prodotto un volo maggiormente sicuro e un’esperienza produttiva. Crediamo fermamente che i veicoli aerei senza equipaggio sia la soluzione migliore per il nostro prodotto.

  — Eric Mizufuka

Cerchiamo ora di saperne di più circa questo nuovo gioiello della tecnologia. Sappiamo che il Moverio BT-300 edizione drone è pre-caricato con l’app Dji Go, e che questo gli consente quindi di essere usato in commistione ai più comuni hardware Dji presenti sul mercato. Inoltre il Moverio BT-300 è equipaggiato con un clip-on in tonalità scure, perfetto per garantirne l’utilizzo anche a contatto diretto con la luce del sole. Inoltre sono stati previsti attacchi speciali che permettono di fissare in totale sicurezza il controller Moverio sul drone Dji Phantom e sul Dji Inspire.

Parlando esclusivamente delle caratteristiche tecniche degli occhiali, la nuova versione BT-300 risulta il 70% più luminosa rispetto alla prima generazioni di occhiali per la realtà aumentata prodotta da casa Epson e, inoltre, questa monta una camera da 5 mega pixel ed un sensore in grado di riconoscere gli oggetti del mondo reale. Inoltre, l’esclusivo sistema di protezione Si-OLED a base di silicio, è in grado di generare un rendering in 3D dei contenuti del mondo realte, senza sfumature, senza sfondo di visualizzazione o bordi presenti nel campo visivo. Una vera innovazione.

La FAA ha confermato ancora una volta la regola per cui i droni devono rimanere nella linea di mira del pilota remoto: questo aspetto è stato nettamente migliorato nella produzione del nuovo Moverio, risultando ancora più performante di prima. Il pilota sarà in grado di godere di un’esperienza trasparente, in prima persona, grazie alla telecamera del drone Moverio BT-300, vivendo emozioni ancora più forti di quanto mai accaduto prima.

Per conoscere più nel dettaglio il Moverio BT-300 drone edition potete navigare sul sito  epson.com/moverio. Vi anticipiamo che Moverio è venduto ad un prezzo suggerito di circa 800 dollari.

Hasselblad Logo

Nuovo accordo DJI-Hasselblad: Quali novità?

Dji non smette mai di sorprenderci! È di pochi giorni fa la notizia che il leader mondiale della produzione di droni è entrato in possesso della quota di maggioranza della Hasselblad. Di chi si tratta? Niente di meno che del brand svedese che produce alcune tra le eccellenze del tech in campo fotografico a livello globale. Questa acquisizione non è in realtà una sorpresa per chi già da tempo osserva i movimenti strategici dell’azienda cinese: correva il 2015, infatti, quando Dji mise le mani su un piccolo pezzo della società. Un processo quasi naturale, dal momento che i due brand, Dji e Hasselblad, condividono sia le competenze tecniche sia la mission: portare la narrazione visiva al livello successivo, ampliando sempre di più i confini di quella che è la tecnologia dell’immagine. Gli appassionati di droni saranno felici di sapere che, subito dopo la notizia dell’acquisizione, Dji (già produttrice di modelli di grande successo come il Dji Phantom e il Dji Mavic) ha annunciato il lancio di un nuovo prodotto, destinato a sconvolgere ancora una volta il mercato. Di cosa si tratta?

Stiamo parlando di un drone M600 Dji con all’interno una piattaforma brandizzata Hasselblad, medio formato. Come sempre è ben chiaro quale sia il pubblico di riferimento per questo nuovo tipo di drone: il prodotto è stato sicuramente pensato per soddisfare le esigenze di fotografi professionisti, mapper e geometri. Parliamo quindi di un pubblico specializzato, di nicchia se vogliamo, che ha bisogno di un drone capace di restituire immagini perfette, precise al millimetro. Alla luce di tutto questo appare ancora più sensato quindi l’accordo Dji-Hasselblad, dal momento che la casa svedese ha grande esperienza per tutto quello che riguarda l’imaging di alto livello (ricordiamo, ad esempio, che fu proprio l’azienda Hasselblad a fornire le telecamere necessarie alla NASA per la missione lunare Apollo del 1960). A livello di puro marketing possiamo sicuramente notare come questa operazione consentirà ad Hasselblad forte risonanza in Cina, mercato dove Dji è leader assoluto. Si potrebbe allora pensare che si tratti di una mossa azzardata da parte dei cinesi, ma la realtà è che Dji sta già lavorando ad un altro grande progetto: la conquista definitiva di Hollywood grazie ai suoi droni. Dopo aver lanciato sul mercato il Dji Phantom e il Dji Mavic (prodotti riservati ad un pubblico più ampio e meno specializzato), con il drone Inspire 2 Dji aveva attirato su di sé gli occhi della capitale globale del cinema, facendo volare il drone da uno dei terreni della Warner Bros per mostrare diverse funzionalità tra cui: ActiveTrack, trasmissione Spotlight trasmissione Pro e funzione di diretta in HD. Ma non finisce qui! Il brand cinese ha anche firmato un accordo che garantisce la proiezione esclusiva del suo nuovo cortometraggio “The circle”. La pellicola, che vede la partecipazione degli attori Ryan Philippe e Noah Schnapp, racconta la storia della lotta di un artista per insegnare a suo figlio l’importanza della creatività nella vita. Importanza che Dji sicuramente conosce molto bene e tiene ben presente anche quando si tratta di intraprendere nuovi accordi commerciali!

DJI Phantom 4

Ferma la produzione del Phantom 4: Quale alternativa?

Quando si parla di prodotti Dji è impossibile non pensare a quello che, tra tutti, ha garantito maggior successo all’azienda cinese: parliamo naturalmente del Dji Phantom 4, prodotto di punta del brand leader mondiale nella produzione e commercializzazione di droni. Nonostante la sua forte spinta alla costante ricerca dell’innovazione, a molti è sembrato che Dji abbia subito una battuta d’arresto quanto, poco prima dell’inizio del Nuovo Anno Cinese (28 gennaio 2017) la produzione dell’amato Dji Phantom 4 è stata brutalmente interrotta. Ma cos’è successo? Scopriamolo insieme.

Scorte limitate

Prima di tutto, un dato: stupisce (e non poco) che la produzione del Phantom 4 sia stata la più breve nell’intera storia della Dji. Parliamo di soli 10 mesi, ovvero 322 giorni. Ad oggi, stando a quanto comunicato dall’azienda, sembra che esistano ancora delle scorte di Dji Phantom 4, mentre quelle del Phantom 3, così come quelle dell’Advanced e del Professional, sono invece finite. Aspettando quindi che la produzione riprenda, gli appassionati di droni dovranno rivolgere la loro attenzione ad altri modelli, quali ad esempio  il Dji Mavic Pro, il Phantom 4 Pro e il Phantom 4 Pro Plus. Questo stop forzato ha comunque causato una violenta interruzione della produzione di ben tre settimane. Nel frattempo Dji continua a far sapere che le scorte per i droni Mavic Pro e Mavic Pro Combo stanno esaurendosi molto velocemente. Questo vuol dire, verosimilmente, che a marzo non ci saranno sufficienti prodotti per rispondere all’enorme domanda. Le varianti Dji Phantom 3 Advanced, Pro e 4K sono state tempestivamente rimosse dal negozio online di Dji. Non c’è da rattristarsi però: se Dji si trova oggi in questa situazione è perché a settembre sono stati venduti più di un milione di Mavic Pro, ben oltre ogni più rosea aspettativa!

Phantom 4 VS Mavic Pro

Ora che la produzione del Dji Phantom 4 si è fermata a tempo indeterminato, resta da capire qual è il più diretto concorrente, qual è in altre parole il drone che può sostituirlo senza troppe differenze. La nostra soluzione è chiara: il Dji Mavic Pro. Acquistabile online ed offline a circa 1.000$, questo drone garantisce il miglior rapporto qualità-prezzo tra tutti i modelli disponibili sul mercato e riesce a tenere testa alla versione (non pro) del Phantom, tanto da rendere meno traumatico il distacco da quest’ultimo. Conosciamolo meglio: si tratta di un drone dotato di un sensore meccanico a tre assi gimbal, di una camera a 12 MP con la risoluzione 4K per i video, il tutto in un corpo estremamente compatto. L’autonomia di volo permette ampi margini e il pratico sistema Active Track permette al Dji Mavic Pro di seguire un oggetto da dietro, da davanti o in modo circolare. Insomma, se paragonato alle caratteristiche dei modelli Dji Phantom non pro (venduti ad un prezzo leggermente maggiore – parliamo di una differenza di circa 500$ per il drone meno costoso), il Dji Mavic rimane l’unica alternativa possibile.

Drone Manufacturers Alliance

Dichiarazione di Drone Manufacturers Alliance sull’incidente in Mozambico

La seguente dichiarazione può essere attribuita a Kara Calvert, direttore esecutivo di Drone Manufacturers Alliance.
“Drone Manufacturers Alliance, l’organizzazione che rappresenta i produttori della maggior parte dei droni civili, prende molto sul serio la comunicazione che un drone potrebbe aver avuto una collisione con un aereo passeggeri in Mozambico, Africa. In incidenti passati, i primi rapporti di coinvolgimento di droni si sono rivelati falsi. Tuttavia, prendiamo questi rapporti sul serio, e le nostre aziende associate sono pronte ad offrire assistenza alle autorità aeronautiche del Mozambico per indagare su questo incidente. I nostri membri stanno investendo molto nella tecnologia e caratteristiche che migliorano la sicurezza per contribuire ad evitare le collisioni, e lavoriamo duro per educare gli utenti circa la sicurezza delle operazioni. Dato che l’industria si evolve, noi crediamo che sia importante per le autorità e i responsabili politici a procedere con prudenza e in un modo che continui a riconoscere gli immensi vantaggi della tecnologia del drone“.

A proposito di Drone Manufacturers Alliance

Drone Manufacturers Alliance è una coalizione di aziende leader del settore, tra cui 3DR, DJI, GoPro e Parrot, che serve come portavoce dei produttori di droni e clienti attraverso applicazioni civili, governative, ricreative, commerciali, senza scopo di lucro e di pubblica sicurezza. La coalizione sostiene le politiche che promuovano l’innovazione e la sicurezza per tutti gli utenti di piccoli droni, e creare un quadro pratico e responsabile regolamentare. Per ulteriori informazioni, visitare il sito: http://dronemanufacturersalliance.org.

Auto Drone

L’auto del futuro con il pacchetto drone incluso

Molti passi avanti sono stati fatti dalle case automobilistiche per rendere la guida più semplice e automatizzata.
La Tesla ha lanciato l’auto con pilota automatico, la Elon Musk propone l’Hyperloop, Toyota, Bmw e Daimler investono miliardi in tecnologie che potrebbero portare gli essere umani a togliere le mani dal volante.

Ma c’è un’altra tecnologia che dominerà il futuro della navigazione autonoma: il drone.

La casa automobilistica Ford sta infatti lavorando, insieme agli ingegneri della Silicon Valley, ad un nuovo step della guida autonoma, attraverso l’ausilio di un drone incaricato di controllare l’area intorno alla vettura.

Grazie a questa tecnologia, il drone potrà segnalare ai passeggeri cosa li circonda, individuare eventuali ostacoli o ingorghi, sfruttando il sistema di infotainment/navigazione e raggiungendo punti in cui i sensori dell’automobile non potrebbero arrivare.

Secondo Ford, quindi, l’uso di droni potrebbe essere importante per permettere alle auto di addentrarsi in zone non mappate e sulle lunghe distanze, per esempio le infinite autostrade americane. “Ad un certo punto – ha dichiarato Alan Hall, portavoce del dipartimento di sviluppo tecnologico di Ford – la gente vorrà portare anche le auto autonome nei boschi e in zone fuori dalle mappe, dove non ci sono strade. A quel punto saranno i droni a guidarli”.

A inizi 2016 Ford e la multinazionale DJI hanno indetto un concorso rivolto ai programmatori, in cui veniva chiesto di verificare se un drone fosse stato in grado di volare da un veicolo in movimento e farne ritorno. L’idea era quella di constatare se il drone avesse potuto utilizzare le sue camere, per guidare un veicolo dentro e fuori una zona in cui comunicazioni e strade erano stato distrutte o interrotte.
Solo uno dei 10 partecipanti è riuscito nell’intento. Il programmatore è riuscito a lanciare un drone da un pick-up in movimento, un Ford F-150, che ha poi fatto ritorno dopo aver completato il compito assegnato.

Dji GS Pro

Ground Station Pro

Ground Station Pro (o GS Pro) è una app per iPad progettata per operatori professionali allo scopo di pianificare e controllare i voli autonomi per velivoli DJI. Attraverso l’interfaccia concisa e facile da utilizzare dell’applicazione, missioni di volo complesse possono essere pianificate con pochi tocchi. GS Pro è stata progettata per migliorare il flusso di lavoro e drammaticamente aumentare l’efficienza in un’ampia gamma di settori, in particolare quelli di mappatura aerea, architettura, agricoltura di precisione e controlli elettrici.

La funzione 3D mappa area permette al velivolo di generare percorsi di volo efficienti dopo che l’operatore ha inserito parametri neccessari della zona di volo e delle telecamere. Il velivolo seguirà questo percorso per tutta la sua missione. I dati di immagine catturati durante questi voli possono essere immessi nel software di ricostruzione 3D per generare mappe 3D, mentre la missione stessa può essere salvata per il riutilizzo.

La funzione Tap and Go Waypoint permette fino a 99 waypoint per la missione e ogni waypoint può avere fino a 15 azioni consecutive, compresa la rotazione degli aeromobili, gimbal pitch, avviare/fermare la registrazione, cattura foto, e hover. Un recinto virtuale aumenta la sicurezza e la facilità d’uso, bloccando l’altezza e la velocità del velivolo all’interno di un’area designata. Mentre il velivolo si avvicina al recinto virtuale, frena e si libra per garantire che rimanga all’interno della zona di volo.

Compatibile con la maggior parte delle piattaforme aeree DJI e telecamere Zenmuse, il DJI GS Pro servirà come uno strumento potente e conveniente per molte industrie e per fornire alle missioni critiche la precisione e affidabilità. L’applicazione GS Pro per iPad è gratuita e disponibile per il download su App Store.

Dji Store Roma

A Roma apre il primo Dji Store europeo

Per la DJI è giunto il momento di sbarcare in Italia, precisamente a Roma. Apre il primo store ufficiale dell’azienda produttrice di droni cinese numero uno al mondo.

Presso il centro commerciale Euroma2 ha da poco aperto il primo DJI store italiano ufficiale e da subito è stato inondato da molti visitatori curiosi, appassionati di droni o semplicemente vogliosi di acquistare il loro primo Phantom 4, Inspire 1 o DJI Mavic Pro direttamente dagli scaffali di un negozio fisico e non virtuale. Un evento di particolare successo è stato quello dello scorso venerdì in occasione degli sconti del Black Friday, in cui centinaia di persone hanno aspettato per ore pur di poter mettere le mani su un drone marchiato DJI. Il weekend che va dal Black Friday al Cyber Monday, nonostante le molte ore lavorative, è stato sicuramente il giorno migliore per la vendita droni, soprattutto perché era disponibile in anteprima assoluta il nuovissimo Phantom 4 Pro dotato di una telecamera in grado di registrare video a 4k 60 fps o 5.2K 30 fps.

Per non parlare della fortuna capitata alla giovane Xenia Lara Wendel, giovane sposa tedesca che si è ritrovata a vincere un Mavic Pro grazie all’evento di inaugurazione del DJI Store del centro commerciale Euroma2. “Insieme al marito era venuta a Euroma2 per acquistare un drone economico da utilizzare in viaggio di nozze e invece la sorte ha voluto che vincesse un nuovissimo Mavic Pro!” dice il direttore di Elite Consulting, la società romana che gestisce lo store di droni, Flavio Dolce.

Non c’è da stupirsi che la vincitrice non fosse di origini italiane: lo store di Roma infatti è il primo negozio DJI ufficiale d’Europa!

La sede non si limita solamente alla funzione di vendita droni, ma svolge anche un servizio di laboratorio, di assistenza e manutenzione ufficiale e garantita. Come se non bastasse è anche possibile partecipare a corsi di pilotaggio disponibili sia in sede che online e, in più, usufruire di un’area dedicata (aviosuperficie) poco distante dall’Euroma2. A dare supporto alle potenzialità del negozio ci sono ancora le dichiarazioni del direttore Flavio: “Questo primo store sarà un punto di riferimento sia per gli amatori che per i professionisti, che utilizzano i droni per divertimento o per lavoro. DJI non vuole solo vendere i propri prodotti, ma anche offrire ai suoi clienti un servizio di alta qualità e trasmettere la passione per il mondo dei multi-rotori e della fotografia”.

Il centro commerciale è stato inaugurato nel 23 giugno 2008 e si trova tra viale Oceano Pacifico, via Cristoforo Colombo e via di Decima (chiamata anche Castellaccio). È noto anche per essere il più grande centro commerciale di Roma dopo aver battuto il record precedentemente stabilito da Porta di Roma. Se cercate il migliore negozio droni non ci sarà bisogno nemmeno di spostarsi fuori Italia: vi basterà arrivare al Centro commerciale Euroma2 e indirizzarvi verso l’insegna dello store (se proprio non lo trovate potete fare affidamento sui segnali indicativi oppure sulle indicazioni del personale addetto alla sicurezza del centro commerciale).

Dji Inspire 2

Inspire 2 Aggiornamento delle specifiche

Durante il lancio del nuovo Inspire 2, una piattaforma aerea pronta al volo per la fascia alta della produzione cinematografica e creatori video, Dji aveva detto che Inspire 2 è in grado di accelerare da zero a 50 mph in 4 secondi e di raggiungere una velocità massima di 67 mph.

Dopo un’ulteriore ottimizzazione e test dei vari componenti del velivolo, gimbal della fotocamera e sistema di propulsione, gli ingegneri hanno rivisto tali specifiche. Inspire 2 è ora previsto in grado di accelerare da zero a 50 mph in 5 secondi e di raggiungere una velocità massima di 58 mph. Queste modifiche sono necessarie per garantire una velocità che non comprometta la qualità del video e la stabilità.

Inspire 2 viene ritenuto essere la piattaforma aerea più potente e versatile del mondo per i registi professionisti e creatori di video. Tuttavia, questo piccolo cambiamento nelle specifiche può essere significativo per coloro che vogliono spingere le loro visioni al limite. Tutti i clienti che hanno pre-ordinato un Inspire 2 ma non desiderano più acquistarne uno, saranno in grado di richiedere un rimborso completo da DJI e dai suoi rivenditori autorizzati. DJI invierà una email a tutti i clienti che hanno acquistato Inspire 2 per renderli consapevoli di questo cambiamento e della procedura di rimborso.

DJI Mavic Pro

Cosa ti aspetti dal tuo Mavic Pro?

Spesso sentiamo dire “nella botte piccola c’è il vino buono”. Ebbene sì, anche in questo caso il motto viene confermato: il nuovo drone Mavic Pro è essenziale e sorprendente allo stesso tempo.

Come da ogni suo prodotto, dalla Dij (abbreviazione di Dajiang Innovation Technology), ci aspettiamo sempre l’eccellenza. La Dij è davvero una vera e propria scoperta, fu fondata nel 2006 da Frank Wang Tao. E’ grazie alla sua genialità che Frank Wang Tao ha riuscito ad ottenere il successo odierno: in dieci anni Tao è riuscito non solo a diventare il leader incontrastato del mercato dei droni mondiale ma ha avuto la capacità non indifferente di far cambiare alle persone la generale accezione negativa della produzione cinese. Come ha sorpreso il mondo Frank Wang Tao, riuscirà a farlo ogni suo prodotto? La Dji mantiene un livello molto alto nella sua produzione. Il suo drone modello Mavic Pro, sarà in grando di non deludere le nostre aspettative?

Ritorniamo alle sue caratteristiche fondamentali: essenziale e sorprendente. Il Dji Mavic Pro è il primo drone ripiegabile dell’azienda : diventa ufficiale e sembra avere tutte le carte in regola per competere con il modello Karma di GoPro, anch’ esso pieghevole. Grazie a questo nuovo articolo la Dji è, sulla vendita droni, competitiva con le altre soluzioni pratiche di modelli droni (come appunto quello prodotto dalla GoPro). La sua praticità, quindi, è il suo fiore all’occhiello : potete pensare al Mavic Pro come ad un Phantom 4 in miniatura. Il Dji Mavic  Pro rispetto al  Dji Phantom 4 è più piccolo, leggero e facile da trasportare grazie al suo design pieghevole. Il nuovo sistema di trasmissione OcuSync ha un range elevato (4 chilometri in Europa) e lo streaming video di ritorno visibile sullo smartphone può arrivare ad una risoluzione di 1080p. Il Phantom 4 grazie alle sue dimensioni maggiori può raggiungere una velocità massima superiore e sopporta condizioni di forte vento. Il Mavic PRO può resistere ad un vento dai ventinove ai trentotto chilometri orari  con il valore aggiunto che i bracci su cui ci sono motori ed eliche possono essere collassati dentro al corpo per essere trasportato senza problemi dentro uno zaino o una borsa. Ma esiste la possibilità che la praticità di questo modello sia un’arma a doppio taglio? Il sistema dei bracci pieghevoli può avere delle ripercussioni nel suo uso continuo? La Dji ha pensato anche a questa eventualità: è stato progettato in modo tale che non si usura nel tempo e non ha bisogno di essere sostituito: il meccanismo è stato testato per almeno 5000 chiusure/aperture senza alcuna conseguenza. Il sensore è lo stesso del Phantom 4, quindi scatta foto a 12 megapixel (anche in RAW) e gira video in 4K fino a 30 fps o in 1080p a 96 fps; il campo visivo è però ridotto da 94° a 78°, ma la stabilizzazione con gimbal c’è.  Anche in termini di volo il Mavic Pro rinuncia a ben poco, con 27 minuti di autonomia, raggio di 7 km e velocità che sfiorano i 65 km/h; ci sono poi le varie modalità di guida autonoma ed assistita, con anche la nuova modalità Terrain Follow, che tiene il velivolo ad altezza costante, i sensori (frontale ed inferiore) anti-collisione e il geofencing GEO rinforzato da GPS e GLONASS. Il modello descritto nell’articolo è disponibile per l’acquisto nei più forniti negozi droni o on-line dal sito ufficiale. Come avevamo previsto , il nuovo modello Dij non delude in nessuno dei suoi aspetti e rispecchia al meglio caratteristiche come la funzionalità e l’innovazione delle tecnologie intelligenti.