La creatività è al centro di ogni sogno. Ogni idea, ogni salto innovativo che cambia il nostro mondo inizia con la visione di creatori di talento. A DJI diamo a questi creatori gli strumenti necessari per portare le loro idee alla vita.

Le nostre piattaforme permettono di catturare le immagini che una volta erano fuori portata. I nostri sistemi di stabilizzazione di volo e della fotocamera ridefiniscono il concetto di posizionamento e movimento della fotocamera. Foto incredibili e video, ricordi personali preziosi, e immagini professionali di fascia alta vengono catturati ogni giorno, in ogni angolo del mondo utilizzando i prodotti DJI.

La tecnologia DJI non si limita ai creatori. Spingiamo visionari di andare oltre i limiti di ciò che è pensato possibile, ispirando loro per ispirare il mondo.

Lo facciamo attraverso un impegno senza precedenti per la R&S, una cultura di costante innovazione e la curiosità, e un focus sulla trasformazione tecnologia complessa in dispositivi facili da usare. Sulla base che “la forma segue la funzione”, i nostri prodotti combinano tecnologia avanzata con i design dinamici.

Con sede a Shenzhen, ampiamente considerato la Silicon Valley cinese, DJI beneficia di un accesso diretto ai fornitori, le materie prime, e un pool di giovani e creativi talenti necessari per un successo duraturo. Sulla base di queste risorse, siamo cresciuti da un solo piccolo ufficio nel 2006 ad una forza lavoro globale di oltre 3.000 unità. I nostri uffici si trovano ora negli Stati Uniti, in Germania, nei Paesi Bassi, in Giappone, a Pechino e a Hong Kong. In qualità di azienda a conduzione familiare, DJI si concentra sulla nostra visione, supporto di applicazioni creative, commerciali e senza scopo di lucro della nostra tecnologia.

Oggi i prodotti della DJI stanno ridefinendo le industrie. Professionisti nel cinema, nell’agricoltura, nella conservazione, nella ricerca e soccorso, nelle infrastrutture energetiche, hanno più fiducia in DJI per portare nuove prospettive per il loro lavoro e aiutarli a compiere imprese più sicure, più veloci e con maggiore efficienza rispetto al passato.

Articoli

Tempesta Solare

Indice Kp nella checklist dei droni DJI?

L’indice Kp è una misura utilizzata per l’entità delle tempeste magnetiche. L’indice ha valori compresi tra 0 e 9, dove 0 indica l’assenza di tempeste magnetiche mentre il 9 indica la massima intensità.

Una tempesta magnetica viene spesso causata da un’onda che si origina da una eruzione solare che giunge nel campo magnetico terrestre. Tempeste magnetiche di forte intensità, con indice Kp 8 o 9 sono molto rare. Ufficialmente il segnale GPS ricevuto dai droni DJI non è affidabile durante una tempesta magnetica di intensità uguale o superiore a Kp 5. Il segnale GPS si può anche perdere richiedendo alcuni secondi per riagganciare nuovamente i satelliti.

E’ stato scientificamente calcolato che l’errore massimo sul segnale GPS in presenza di una forte tempesta magnetica è di circa 30 metri. Quindi in pratica l’effetto su un drone DJI di una tempesta magnetica di intensità Kp 7 non è così grave come viene invece spesso asserito nei vari blog o forum sui droni. L’influenza sulla bussola di bordo del drone DJI è anche di pochi gradi di errore, tanto da non essere neppure notata.

Quindi se avete agganciato più di 6 satelliti nel segnale GPS è ancora sicuro utilizzare la funzione RTH per riportare il drone DJI nel punto base senza problemi. In conclusione non crediamo che la verifica dell’indice Kp sia da mettere nella lista pre-flight check considerato quanto precedentemente esposto.

Riteniamo molto più importante verificare la carica delle batterie e che la bussola di bordo sia correttamente calibrata prima di volare piuttosto che verificare l’indice Kp. Per coloro che comunque volessero verificare l’indice Kp prima di utilizzare un drone DJI, consigliamo di visitare il sito governativo degli Stati Uniti: http://www.swpc.noaa.gov/ che riteniamo sia il più attendibile di tutti per i dati contenuti.

Buon volo a tutti.

Aurora

Aurora causata da tempesta magnetica

Sensore APS C

Otturatore nelle riprese video

La regola dell’angolo dell’otturatore a 180 gradi è una regola delle riprese cinematografiche che bisogna conoscere in quanto è la regola che più spesso non viene rispettata dagli operatori video per il semplice motivo che non sanno neppure che esiste.

In questo articolo esamineremo il significato di questa regola e saremo in grado di non rispettarla solo quando c’è un buon motivo per non farlo.

Il motivo per cui si applica la regola: una naturale sfocatura del movimento.

Chiaro e semplice, la ragione per la regola dell’angolo dell’otturatore a 180 gradi è quella di avere una corretta sfumatura dei movimenti. La regola afferma quale deve essere il tempo di scatto rispetto al frame rate (frequenza dei fotogrammi) della fotocamera. E’ molto semplice da capire. Basta raddoppiare il frame rate. Se state riprendendo a 30 fps (frames per second oppure fotogrammi per secondo), la velocità dell’otturatore dovrebbe essere impostata su 60, ovvero a 1/60 di secondo. Se state riprendendo a 24 fps, la velocità dell’otturatore dovrebbe essere impostata a 48. Tuttavia, la maggior parte delle reflex digitali non hanno una impostazione della velocità effettiva dell’otturatore a 48 per i video, quindi utilizzate il valore più vicino: 50. Se state riprendendo a 60 fps, la velocità dell’otturatore dovrebbe essere 120. E così via.

Se la velocità dell’otturatore è troppo alta o troppo bassa, non avrete un corretto effetto di movimento. Per corretto effetto di movimento si intende un movimento delle riprese video che sia il più vicino possibile al movimento naturale. Se la velocità è troppo alta, si ottiene uno staccato come nelle scene di battaglia in “Il Gladiatore”. Se è troppo lento, il filmato avrà un effetto morbido e sognante. La maggior parte delle reflex digitali non può andare al di sotto di una impostazione di 30 in modalità video, ma se si dispone di una videocamera tradizionale, probabilmente si può andare anche a 1/15 o addirittura a 1/8. Con tempi di esposizione così bassi si ottiene una suggestiva scena sognante.

Le regole sono fatte per essere infrante – A volte, ma non sempre

Questa regola viene spesso disattesa nelle riprese dei matrimoni. Anche se ci possono essere momenti in cui artisticamente un’alta velocità di scatto funziona alla grande, come per esempio nelle fontane per rendere le goccioline d’acqua che cadono come diamanti o quando gli ospiti stanno gettando petali di rosa in aria, ma non rispettare la regola quando si riprendono le persone che camminano in strada, o che si aggirano in abito nuziale è senza dubbio un errore e l’effetto prodotto è un movimento non naturale.

Spesso una elevata velocità di scatto viene utilizzata per compensare in ambienti esterni molto luminosi. Una velocità dell’otturatore elevata significa che meno luce arriva al sensore della fotocamera, e quindi si tratta di un “trucco” che è possibile utilizzare se l’ambiente è troppo luminoso. In realtà per compensare un ambiente molto luminoso si dovrebbe diminuire l’apertura del diaframma della fotocamera (vale a dire, invece di riprendere a f5.6, riprendere a f8, f10, o addirittura a f16 o superiore).

Gli operatori video però cercano di evitare questo in quanto minore è l’apertura del diaframma (cioè più grande è il numero che segue la “f”)e maggiore sarà la profondità di campo.

Ogni volta che bisogna girare un video in ambienti luminosi i cui movimenti debbano risultare naturali, e quindi bisogna rispettare la regola, è consigliato invece utilizzare i filtri ND.

Filtri ND DJI Mavic Pro

Un filtro ND, filtro a densità neutra (Neutral Density in inglese), è un filtro grigio che riduce l’intensità della luce in maniera uniforme su tutte le lunghezze d’onda.

La DJI stessa produce dei filtri ND per quasi tutte le fotocamere dei suoi droni. I filtri ND della DJI vengono differenziati da un numero, per esempio ND4, ND8, ND16, ecc. E’ interessante sapere che un filtro ND4 riduce l’esposizione di due stop di apertura di diaframma, ND8 di 3 stop e ND16 di 4 stop. Quindi utilizzare questi filtri permette di fare riprese in ambienti luminosi senza dover modificare i parametri della fotocamera.

DJI GO Impostazioni Video

I droni della DJI, attraverso l’applicazione DJI GO, permettono l’impostazione manuale dei parametri delle riprese video. Se invece le impostazioni vengono lasciate in automatico, l’applicazione cercherà di rispettare la regola dell’angolo dell’otturatore a 180 gradi.

DJI GO Istogramma

Ecco invece alcuni consigli per quando infrangere di proposito la regola.

Profondità di campo: come già appena detto, a volte si desidera aumentare la velocità dell’otturatore per poter raggiungere una certa profondità di campo. Se l’ambiente è super luminoso, aumentare la velocità dell’otturatore ridurrà la luce compensando la luminosità. Ci sono momenti in cui si ha realmente bisogno che la profondità di campo sia maggiore e questo è un buon modo per farlo. Basta non esagerare.

Bassa luminosità: a volte si può essere in un ambiente dove la luce è piuttosto bassa e quindi con una velocità dell’otturatore più lenta si permette l’ingresso a più luce. Questo però darà un aspetto sognante alle vostre riprese.

Epiche scene di battaglia: se state riprendendo delle epiche scene di battaglia, si consiglia di utilizzare una velocità di posa più rapida per ottenere quell’aspetto staccato.

Il Gladiatore

Moverio BT-300 Drone Edition

Vieni a conoscere il Moverio BT-300: Nuovo drone con hardware DJI

Ci siamo: Epson ha finalmente annunciato che l’attesissima edizione degli occhiali intelligenti Moverio BT-300 drone edition sarà disponibile entro la fine di questo mese. Si tratta di un prodotto unico (non si trova niente di simile sul mercato) nato dall’unione di due eccellenze nel campo della tecnologia al servizio dell’immagine: Epson e Dji. È proprio la casa cinese leader mondiale nella produzione di droni ad aver fornito ad Epson l’hardware per dare vita a Moverio BT-300. Grazie a questa rivoluzione, i nuovi occhiali hanno guadagnato in stabilità, produttività e sono state arricchite di tutte le caratteristiche proprie dei droni (veri e propri veicoli aerei senza equipaggio). Per celebrare questo fortunato connubio, Eric Mizufuca (Product Manager della New Ventures di Epson America, ha rilasciato un’esaustiva dichiarazione, che vi riportiamo letteralmente:

Oggi, nel nostro sesto anno di attività nel settore degli occhiali per la Realtà Aumentata, la piattaforma Moverio di Epson ha dato una nuova spinta all’interesse e, conseguentemente, alle vendite, in modo esponenziale anno dopo anno. Il nostro nuovo Moverio BT-300 guiderà certamente il nostro business verso nuove altezze. Siamo particolarmente eccitati all’idea che il nostro partner sia Dji, che permetterà al prodotto un volo maggiormente sicuro e un’esperienza produttiva. Crediamo fermamente che i veicoli aerei senza equipaggio sia la soluzione migliore per il nostro prodotto.

  — Eric Mizufuka

Cerchiamo ora di saperne di più circa questo nuovo gioiello della tecnologia. Sappiamo che il Moverio BT-300 edizione drone è pre-caricato con l’app Dji Go, e che questo gli consente quindi di essere usato in commistione ai più comuni hardware Dji presenti sul mercato. Inoltre il Moverio BT-300 è equipaggiato con un clip-on in tonalità scure, perfetto per garantirne l’utilizzo anche a contatto diretto con la luce del sole. Inoltre sono stati previsti attacchi speciali che permettono di fissare in totale sicurezza il controller Moverio sul drone Dji Phantom e sul Dji Inspire.

Parlando esclusivamente delle caratteristiche tecniche degli occhiali, la nuova versione BT-300 risulta il 70% più luminosa rispetto alla prima generazioni di occhiali per la realtà aumentata prodotta da casa Epson e, inoltre, questa monta una camera da 5 mega pixel ed un sensore in grado di riconoscere gli oggetti del mondo reale. Inoltre, l’esclusivo sistema di protezione Si-OLED a base di silicio, è in grado di generare un rendering in 3D dei contenuti del mondo realte, senza sfumature, senza sfondo di visualizzazione o bordi presenti nel campo visivo. Una vera innovazione.

La FAA ha confermato ancora una volta la regola per cui i droni devono rimanere nella linea di mira del pilota remoto: questo aspetto è stato nettamente migliorato nella produzione del nuovo Moverio, risultando ancora più performante di prima. Il pilota sarà in grado di godere di un’esperienza trasparente, in prima persona, grazie alla telecamera del drone Moverio BT-300, vivendo emozioni ancora più forti di quanto mai accaduto prima.

Per conoscere più nel dettaglio il Moverio BT-300 drone edition potete navigare sul sito  epson.com/moverio. Vi anticipiamo che Moverio è venduto ad un prezzo suggerito di circa 800 dollari.

Hasselblad Logo

Nuovo accordo DJI-Hasselblad: Quali novità?

Dji non smette mai di sorprenderci! È di pochi giorni fa la notizia che il leader mondiale della produzione di droni è entrato in possesso della quota di maggioranza della Hasselblad. Di chi si tratta? Niente di meno che del brand svedese che produce alcune tra le eccellenze del tech in campo fotografico a livello globale. Questa acquisizione non è in realtà una sorpresa per chi già da tempo osserva i movimenti strategici dell’azienda cinese: correva il 2015, infatti, quando Dji mise le mani su un piccolo pezzo della società. Un processo quasi naturale, dal momento che i due brand, Dji e Hasselblad, condividono sia le competenze tecniche sia la mission: portare la narrazione visiva al livello successivo, ampliando sempre di più i confini di quella che è la tecnologia dell’immagine. Gli appassionati di droni saranno felici di sapere che, subito dopo la notizia dell’acquisizione, Dji (già produttrice di modelli di grande successo come il Dji Phantom e il Dji Mavic) ha annunciato il lancio di un nuovo prodotto, destinato a sconvolgere ancora una volta il mercato. Di cosa si tratta?

Stiamo parlando di un drone M600 Dji con all’interno una piattaforma brandizzata Hasselblad, medio formato. Come sempre è ben chiaro quale sia il pubblico di riferimento per questo nuovo tipo di drone: il prodotto è stato sicuramente pensato per soddisfare le esigenze di fotografi professionisti, mapper e geometri. Parliamo quindi di un pubblico specializzato, di nicchia se vogliamo, che ha bisogno di un drone capace di restituire immagini perfette, precise al millimetro. Alla luce di tutto questo appare ancora più sensato quindi l’accordo Dji-Hasselblad, dal momento che la casa svedese ha grande esperienza per tutto quello che riguarda l’imaging di alto livello (ricordiamo, ad esempio, che fu proprio l’azienda Hasselblad a fornire le telecamere necessarie alla NASA per la missione lunare Apollo del 1960). A livello di puro marketing possiamo sicuramente notare come questa operazione consentirà ad Hasselblad forte risonanza in Cina, mercato dove Dji è leader assoluto. Si potrebbe allora pensare che si tratti di una mossa azzardata da parte dei cinesi, ma la realtà è che Dji sta già lavorando ad un altro grande progetto: la conquista definitiva di Hollywood grazie ai suoi droni. Dopo aver lanciato sul mercato il Dji Phantom e il Dji Mavic (prodotti riservati ad un pubblico più ampio e meno specializzato), con il drone Inspire 2 Dji aveva attirato su di sé gli occhi della capitale globale del cinema, facendo volare il drone da uno dei terreni della Warner Bros per mostrare diverse funzionalità tra cui: ActiveTrack, trasmissione Spotlight trasmissione Pro e funzione di diretta in HD. Ma non finisce qui! Il brand cinese ha anche firmato un accordo che garantisce la proiezione esclusiva del suo nuovo cortometraggio “The circle”. La pellicola, che vede la partecipazione degli attori Ryan Philippe e Noah Schnapp, racconta la storia della lotta di un artista per insegnare a suo figlio l’importanza della creatività nella vita. Importanza che Dji sicuramente conosce molto bene e tiene ben presente anche quando si tratta di intraprendere nuovi accordi commerciali!

DJI Phantom 4

Ferma la produzione del Phantom 4: Quale alternativa?

Quando si parla di prodotti Dji è impossibile non pensare a quello che, tra tutti, ha garantito maggior successo all’azienda cinese: parliamo naturalmente del Dji Phantom 4, prodotto di punta del brand leader mondiale nella produzione e commercializzazione di droni. Nonostante la sua forte spinta alla costante ricerca dell’innovazione, a molti è sembrato che Dji abbia subito una battuta d’arresto quanto, poco prima dell’inizio del Nuovo Anno Cinese (28 gennaio 2017) la produzione dell’amato Dji Phantom 4 è stata brutalmente interrotta. Ma cos’è successo? Scopriamolo insieme.

Scorte limitate

Prima di tutto, un dato: stupisce (e non poco) che la produzione del Phantom 4 sia stata la più breve nell’intera storia della Dji. Parliamo di soli 10 mesi, ovvero 322 giorni. Ad oggi, stando a quanto comunicato dall’azienda, sembra che esistano ancora delle scorte di Dji Phantom 4, mentre quelle del Phantom 3, così come quelle dell’Advanced e del Professional, sono invece finite. Aspettando quindi che la produzione riprenda, gli appassionati di droni dovranno rivolgere la loro attenzione ad altri modelli, quali ad esempio  il Dji Mavic Pro, il Phantom 4 Pro e il Phantom 4 Pro Plus. Questo stop forzato ha comunque causato una violenta interruzione della produzione di ben tre settimane. Nel frattempo Dji continua a far sapere che le scorte per i droni Mavic Pro e Mavic Pro Combo stanno esaurendosi molto velocemente. Questo vuol dire, verosimilmente, che a marzo non ci saranno sufficienti prodotti per rispondere all’enorme domanda. Le varianti Dji Phantom 3 Advanced, Pro e 4K sono state tempestivamente rimosse dal negozio online di Dji. Non c’è da rattristarsi però: se Dji si trova oggi in questa situazione è perché a settembre sono stati venduti più di un milione di Mavic Pro, ben oltre ogni più rosea aspettativa!

Phantom 4 VS Mavic Pro

Ora che la produzione del Dji Phantom 4 si è fermata a tempo indeterminato, resta da capire qual è il più diretto concorrente, qual è in altre parole il drone che può sostituirlo senza troppe differenze. La nostra soluzione è chiara: il Dji Mavic Pro. Acquistabile online ed offline a circa 1.000$, questo drone garantisce il miglior rapporto qualità-prezzo tra tutti i modelli disponibili sul mercato e riesce a tenere testa alla versione (non pro) del Phantom, tanto da rendere meno traumatico il distacco da quest’ultimo. Conosciamolo meglio: si tratta di un drone dotato di un sensore meccanico a tre assi gimbal, di una camera a 12 MP con la risoluzione 4K per i video, il tutto in un corpo estremamente compatto. L’autonomia di volo permette ampi margini e il pratico sistema Active Track permette al Dji Mavic Pro di seguire un oggetto da dietro, da davanti o in modo circolare. Insomma, se paragonato alle caratteristiche dei modelli Dji Phantom non pro (venduti ad un prezzo leggermente maggiore – parliamo di una differenza di circa 500$ per il drone meno costoso), il Dji Mavic rimane l’unica alternativa possibile.

Garanzia DJI Italia

La garanzia DJI sui prodotti difettosi

Se ricevi un prodotto che presenta difetti di fabbrica, DJI ti garantisce la riparazione gratuita.

Potrai far valere la garanzia del tuo prodotto DJI entro un determinato limite di tempo, che varia a seconda delle parti difettate interessate.

Per ogni prodotto DJI, la validità temporale della garanzia può variare da un massimo di 12 mesi ad un minimo di 3 mesi. Ti preghiamo, quindi, di prendere visione dei termini di validità che puoi trovare sulla pagina ufficiale DJI, a questo link: http://www.dji.com/service/policy e cliccare sulla sezione “Warranty Period of Main Parts”.

Il periodo di inizio della garanzia parte dalla data presente sulla prova di acquisto (fattura o scontrino fiscale)

Prima di inviare la merce difettosa al servizio post-vendita DJI assicurati di:

  • Seguire le procedure richieste da DJI
  • Effettuare il backup dei dati contenuti nella Scheda SD
  • Fatta eccezione dei log di volo, eliminare tutti i dati, comprese le informazioni riservate e personali, dal prodotto
  • Fornire a DJI le password di sistema, se necessario
  • Rimuovere tutti i componenti aggiuntivi e modifiche non coperti dalla garanzia DJI
  • Assicurarsi che il prodotto o le parti siano privi di restrizioni legali che possano impedire la loro sostituzione
  • Se non sei il proprietario del prodotto, è necessario ottenere l’autorizzazione da parte del proprietario per usufruire della garanzia

 

La garanzia ufficiale DJI non ha validità se sussistono le seguenti condizioni:

× Incidenti o danni da fuoco non causati da problemi di fabbrica, inclusi errori del pilota.

× Danni causati da modifiche non autorizzate, smontaggio o apertura della scocca non conformi alle istruzioni ufficiali dei manuali.

× Danni causati da un’installazione impropria e da un uso non corretto o da un’operazione non conforme con le istruzioni ufficiali.

× Danni causati da persone non autorizzate alla riparazione.

Per consultare tutte le esclusioni previste dalla garanzia ufficiale DJI clicca qui

La spedizione del prodotto sarà a carico del mittente, quindi sarai responsabile dei costi di spedizione per avere il tuo prodotto riparato o sostituito.

DJI esaminerà il prodotto ricevuto, in modo da identificare eventuali difetti. Se questi saranno individuati, DJI rimborserà, sostituirà o riparerà il prodotto gratuitamente.

Droni No-Fly Zone

Droni e Sicurezza: Tutto quello che c’è da sapere

Se per Natale vi siete regalati un drone nuovo di zecca, ci sono alcune cose che dovreste sapere per non correre inutili rischi. In questo articolo abbiamo raccolto tutto quello che abbiamo imparato sull’uso e la manutenzione dei droni: leggetelo con attenzione se cercate un’esperienza d’utilizzo emozionante e sicura.

Le 5 regole d’oro: ovvero quello che devi assolutamente sapere prima di volare

Una volta attivato il drone, sarete pronti a spiccare il volo… ma non prima di aver letto le 5 regole salva vita! Queste norme valgono per gli amatori, e vanno sempre tenute in mente prima, dopo e durante il volo, o le conseguenze potrebbero essere estremamente spiacevoli.

  1. Non volare MAI a meno di 5 km da un aeroporto
  2. Non volare MAI ad un altezza superiore ai 70 metri da terra
  3. Quando è in volo, non perdere mai di vista il tuo drone
  4. Se non vuoi correre rischi inutili, evita di far volare il drone sopra la testa delle persone
  5. Attenzione alle leggi! In molte città, l’uso dei droni è limitato

Aggiungiamo ancora qualche piccolo consiglio per i meno esperti. Volete volare in totale sicurezza? Allora prima dovete assicurarvi di avere una conoscenza approfondita del mezzo. Prendete il vostro drone e portatelo in uno spazio isolato e ampio, esercitatevi con il volo fino a quando non vi sentirete in grado di affrontare situazioni più complesse. Ricordate sempre che trasgredire ad una delle 5 regole fondamentali, vuol dire correre rischi per il drone (che potrebbe danneggiarsi in modo irreversibile) per la salute vostra e di chi vi sta intorno. Inoltre una valida assicurazione per l’aeromodellismo è fondamentale per essere coperti anche nel peggiore dei casi. In molte città si sono sviluppati veri e propri circoli di volo per amatori: perché non unirsi ad uno di questi e diventare dei veri esperti di pilotaggio?

Tre errori da evitare

Concludiamo il nostro articolo sull’uso in sicurezza dei droni parlando di quelli che sono i tre errori più comuni che causano danni a dispositivi e persone (da leggere con attenzione!).

Errore n°1: fidarsi troppo del “pulsante di ritorno”. Quasi tutti i droni ormai ne sono forniti, ma la loro funzionalità non garantisce un ritorno sicuro, sopratutto quando si vola ad altezze elevate. DJI consiglia da sempre di utilizzare questa funzionalità solo quando le altre hanno fallito (ritorno manuale).

Errore n°2: dimenticare il fuoco e l’esposizione. Per evitare di buttar via ore di riprese, ricordate sempre di settare fuoco ed esposizione per non ottenere immagini troppo chiare e sfocate. Con i droni DJI basta un tocco sullo schermo.

Errore n°3: sottostimare la batteria necessaria. Meglio essere previdenti e dotarsi di una o più batterie aggiuntive, per non ritrovarsi a secco in un momento importante del volo, soprattutto a grande distanza, quando dobbiamo pensare alla carica per tornare indietro.

Drone Amazon Prime Air

La consegna degli acquisti con i droni

Amazon è stato il leader e-commerce per innovazione, in particolare con il suo servizio Amazon Prime immensamente popolare. Gli abbonati, che pagano una media di 99 dollari all’anno per il servizio, possono usufruire della spedizione gratuita dei loro acquisti con consegna in due giorni, oltre ad avere a disposizione migliaia di film in streaming, programmi TV e musica digitale tramite il servizio di streaming di Amazon. Tutto sommato, non è un cattivo affare se si effettuano molti acquisti online e se siete appassionati di film.Drone Amazon Prime Air

Con Amazon che ha recentemente superato il valore di Wal-Mart, in precedenza il più grande rivenditore al mondo, non dovrebbe sorprendere che abbiano qualcosa di ancora più innovativo in programma. Questa volta si tratta della inconsueta consegna dei pacchi. Amazon Prime Air è infatti il servizio di consegna dei pacchi ai clienti via drone in 30 minuti o meno.

Amazon Prime Air è ancora in fase di progettazione da parte di Amazon. La logistica ed i dettagli sono ancora in fase di perfezionamento. In sostanza, i piccoli droni di consegna saranno utilizzati per consegnare i pacchi provenienti da centri di smistamento metropolitani alle imprese e alle case all’interno di una zona geografica predeterminata entro 30 minuti dall’ordine effettuato.

Secondo Paul Misener, vice presidente di Amazon per la politica pubblica globale, “Amazon Prime Air è un servizio di consegna del futuro che consegnerà i pacchi ai clienti entro 30 minuti dal loro ordine online su Amazon.com. Gli obiettivi che ci siamo prefissati sono: La distanza deve essere entro 10 miglia. I droni per la consegna peseranno circa 25 chili ciascuno, ma saranno in grado di consegnare pacchi che pesano fino a 2,2 chili. Si scopre che la maggior parte delle cose che vendiamo su Amazon pesano meno di 2,2 chili”.

Come funziona il servizio? I clienti che sono membri di Amazon Prime Air, semplicemente ordinano dal sito come farebbero normalmente. Tranne che quando arriveranno alla procedura di verifica e pagamento, avranno la possibilità, in determinate circostanze e per alcuni prodotti, di usare Prime Air. Secondo Misener, per questo servizio potrebbe o meno essere richiesto un pagamento, “Non abbiamo ancora stabilito i prezzi”.

Per ora sembra che il servizio sarà offerto in alcune città test, una volta che sarà reso operativo. Una volta che il progetto sarà completato, i clienti che utilizzano il servizio saranno in grado di scegliere dove i droni devono depositare i loro pacchetti (per esempio nel cortile di fronte o sul retro, davanti la porta di ingresso, ecc), in modo che i pacchetti possano essere consegnati anche se loro non sono in casa.

Queste le caratteristiche che dovrebbero avere i droni per le consegne:

Drone Amazon Prime AirOtto eliche da 25 centimetri che ruotano a 10000 rotazioni al minuto e in grado di sollevare 1,6 kg ciascuna. Se una si guasta il drone continua a volare. Il drone avrà bisogno di sensori visivi per evitare gli ostacoli. La batteria da 10000mAh fornirà circa 30 minuti di autonomia di volo.

Portata: I clienti devono abitare entro una distanza di 16 km dal centro di smistamento.

La FAA approverà il drone per questo servizio?

Naturalmente, qualsiasi oggetto commerciale che vola nello spazio aereo degli Stati Uniti deve essere regolato dalla Federal Aviation Administration (FAA). Per quanto riguarda questo ostacolo, Misener ha dichiarato la società sta lavorando con le autorità di regolamentazione per farlo approvare. Ma non c’è nessuna certezza su quando sarà approvato. L’idea che viene proposta in questo momento è uno spazio aereo a più livelli che aiuta a regolare il traffico aereo e mantenere un rigoroso standard di sicurezza.

“Stavamo pensando a questo: Gli aeromobili con equipaggio sopra i 500 piedi. Tra i 400 e i 500 piedi ci sarebbe una No-Fly Zone, una zona buffer di sicurezza”, ha detto Misener. “Tra i 200 e i 400 piedi ci sarebbe una zona di transito, dove i droni potrebbero volare abbastanza rapidamente, in senso orizzontale. E poi lo spazio sotto i 200 piedi sarebbe limitato a determinate operazioni. Per noi, sarebbero le operazioni di decollo e atterraggio. Per altri, potrebbero essere le riprese aeree. Gli agenti immobiliari, per esempio, non avrebbero bisogno di volare al di sopra dei 200 piedi per ottenere una buona ripresa aerea di una casa”.

Il progetto potrebbe subire battute d’arresto, se i regolatori non salgono a bordo, qualcosa che Misener è fiducioso Amazon possa superare. “Le sfide ci sono, di sicuro. Ma una volta che abbiamo dimostrato che questo è sicuro, saremo in grado di portarlo alle autorità di regolamentazione e, auspicabilmente, utilizzarlo per i nostri clienti in modo rapido. L’ho visto. Sta per accadere. Sta arrivando”.

Per quanto riguarda i rivenditori su Amazon?

Non c’è ancora nessuna parola sui costi di partecipazione o costi di consegna, sia per i rivenditori che per i consumatori. Si potrebbe pensare che i rivenditori saranno sottoposti a spese di spedizione simili a quelle per il servizio Prime attuale. Dato che Amazon prende dai rivenditori un supplemento del 20% per tutti i prodotti venduti in aggiunta alle spese di spedizione, è sicuro scommettere che la partecipazione a questo servizio avrà costi aggiuntivi, con l’obiettivo di aumentare le vendite e le conversioni che alla fine potrebbero compensare l’aggiunta di costo.

Drone Manufacturers Alliance

Dichiarazione di Drone Manufacturers Alliance sull’incidente in Mozambico

La seguente dichiarazione può essere attribuita a Kara Calvert, direttore esecutivo di Drone Manufacturers Alliance.
“Drone Manufacturers Alliance, l’organizzazione che rappresenta i produttori della maggior parte dei droni civili, prende molto sul serio la comunicazione che un drone potrebbe aver avuto una collisione con un aereo passeggeri in Mozambico, Africa. In incidenti passati, i primi rapporti di coinvolgimento di droni si sono rivelati falsi. Tuttavia, prendiamo questi rapporti sul serio, e le nostre aziende associate sono pronte ad offrire assistenza alle autorità aeronautiche del Mozambico per indagare su questo incidente. I nostri membri stanno investendo molto nella tecnologia e caratteristiche che migliorano la sicurezza per contribuire ad evitare le collisioni, e lavoriamo duro per educare gli utenti circa la sicurezza delle operazioni. Dato che l’industria si evolve, noi crediamo che sia importante per le autorità e i responsabili politici a procedere con prudenza e in un modo che continui a riconoscere gli immensi vantaggi della tecnologia del drone“.

A proposito di Drone Manufacturers Alliance

Drone Manufacturers Alliance è una coalizione di aziende leader del settore, tra cui 3DR, DJI, GoPro e Parrot, che serve come portavoce dei produttori di droni e clienti attraverso applicazioni civili, governative, ricreative, commerciali, senza scopo di lucro e di pubblica sicurezza. La coalizione sostiene le politiche che promuovano l’innovazione e la sicurezza per tutti gli utenti di piccoli droni, e creare un quadro pratico e responsabile regolamentare. Per ulteriori informazioni, visitare il sito: http://dronemanufacturersalliance.org.

Auto Drone

L’auto del futuro con il pacchetto drone incluso

Molti passi avanti sono stati fatti dalle case automobilistiche per rendere la guida più semplice e automatizzata.
La Tesla ha lanciato l’auto con pilota automatico, la Elon Musk propone l’Hyperloop, Toyota, Bmw e Daimler investono miliardi in tecnologie che potrebbero portare gli essere umani a togliere le mani dal volante.

Ma c’è un’altra tecnologia che dominerà il futuro della navigazione autonoma: il drone.

La casa automobilistica Ford sta infatti lavorando, insieme agli ingegneri della Silicon Valley, ad un nuovo step della guida autonoma, attraverso l’ausilio di un drone incaricato di controllare l’area intorno alla vettura.

Grazie a questa tecnologia, il drone potrà segnalare ai passeggeri cosa li circonda, individuare eventuali ostacoli o ingorghi, sfruttando il sistema di infotainment/navigazione e raggiungendo punti in cui i sensori dell’automobile non potrebbero arrivare.

Secondo Ford, quindi, l’uso di droni potrebbe essere importante per permettere alle auto di addentrarsi in zone non mappate e sulle lunghe distanze, per esempio le infinite autostrade americane. “Ad un certo punto – ha dichiarato Alan Hall, portavoce del dipartimento di sviluppo tecnologico di Ford – la gente vorrà portare anche le auto autonome nei boschi e in zone fuori dalle mappe, dove non ci sono strade. A quel punto saranno i droni a guidarli”.

A inizi 2016 Ford e la multinazionale DJI hanno indetto un concorso rivolto ai programmatori, in cui veniva chiesto di verificare se un drone fosse stato in grado di volare da un veicolo in movimento e farne ritorno. L’idea era quella di constatare se il drone avesse potuto utilizzare le sue camere, per guidare un veicolo dentro e fuori una zona in cui comunicazioni e strade erano stato distrutte o interrotte.
Solo uno dei 10 partecipanti è riuscito nell’intento. Il programmatore è riuscito a lanciare un drone da un pick-up in movimento, un Ford F-150, che ha poi fatto ritorno dopo aver completato il compito assegnato.